domenica, Settembre 25, 2022
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Belen Rodriguez: il Codacons chiede l'indagine sulla chiusura del reparto ospedaliero

Dopo la notizia, smentita, della chiusura di un reparto ospedaliero 'causa Belen', il Codacons chiede un' indagine approfondita

Dopo l'affissione del cartello all'interno dell'Ospedale Giustinianeo di Padova, dove Belen Rodriguez ha dato alla luce Luna Marì Spinalbese, che recitava: "Causa Belen e fino a nuovo ordine. Divisione Ostetricia, ascensori den.4 e den 7: I pulsanti in cabina relativi al 3° piano sono disabilitati, su ordine di P. I." il Codacons ha deciso di chiedere un'indagine alla procura, per far luce sull'avvenimento poco chiaro.

Sappiamo che la Direzione dell'Ospedale di Padova ha smentito che il reparto fosse stato realmente chiuso, attraverso una nota poi resa pubblica da 'Fanpage'; nel comunicato si può leggere quanto segue: "La direzione del reparto assicura che il reparto è in questo momento accessibile pur mantenendo intatta la garanzia della privacy di tutti i degenti.” Pur non smentendo l’esistenza del cartello affisso con il divieto d’accesso al piano dove è ospite Belen, liquidano la cosa come “Una cosa burlona, mettiamola così."

Il Codacons, l'ente che si occupa della tutela agli utenti dei servizi pubblici (scuola, trasporti, servizi ospedalieri, servizi di comunicazione e tele - comunicazione, servizi finanziari e bancari), vuole vederci chiaro e oggi consegna alla Procura della Repubblica di Padova un esposto in cui richiede un'indagine accurata sull'accaduto trattato con poca chiarezza dalla stessa Direzione Ospedaliera.

Nell'esposto redatto dall'associazione per i diritti degli utenti si legge: "Chiediamo alla Procura di aprire una indagine alla luce delle possibili fattispecie di interruzione di servizio pubblico e abuso d'ufficio, accertando i fatti e verificando se effettivamente un intero reparto dell'Ospedale dia stato riorganizzato sulla base delle esigenze della showgirl.

Se confermati i fatti come denunciati dai sindacati e riportati dai mass media, ci troveremmo infatti di fronte a modifiche nell'erogazione dei servizi offerti da una struttura pubblica non giustificate da comprovate esigenze, con palese violazione dei protocolli a danno di tutti gli altri pazienti e del personale, ed evidenti disparità di trattamento nei confronti delle altre mamme ricoverate presso l'ospedale. Circostanze che potrebbero configurare ipotesi penalmente rilevanti, come l'interruzione di un pubblico servizio o l'abuso d'ufficio, per le quali ora dovrà necessariamente procedere la magistratura locale."

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