sabato, Novembre 26, 2022

'Beautiful' c'è anche Beppe Vessicchio nel cast della Soap americana!

Nessuno si sarebbe ami aspettato che il direttore d'orchestra napoletano partecipasse alla soap americana famosissima!

Il Direttore d'Orchestra napoletano, Beppe Vessicchio, è uno dei nomi più conosciuti dello star sistem italiano, ma nessuno si sarebbe mai aspettato di leggere nei titoli di coda della notissima soap opera americana 'Beautiful' il suo nome: il maestro ha partecipato alla produzione musicale della serie da l 1993 al 2011 insieme al noto produttore Colombo, Adele Musso e Cinzia Cavalieri.

La partecipazione per le musiche della colonna sonora di una delle più longeve soap opera del mondo, non riguarda la carriera del maestro Vessicchio, ma il suo supporto ai musicisti per la realizzazione della composizione è stato di grande rilevanza, un aiuto prezioso che ha reso iconiche le sequenze musicali di sottofondo alle storie d'amore e inganni di 'Beautiful'.

La personalità ecclettica e ironica di Beppe Vessicchio ha fatto in modo che fosse conosciuto e apprezzato da molte generazioni. La sua carriera comincia molto tempo fa e vanta la partecipazione a tante produzioni musicali, partecipando attivamente alla realizzazione dei dischi di grandi artisti italiani, come Nino Buonocore, Edoardo Bennato, Peppino di Capri, Peppino Gagliardi e Lina Sastri.

Nello stesso periodo esordisce in televisione, suonando chitarra e pianoforte con il trio comico i “Trettrè“. Più tardi viene conosciuto dal grande pubblico per le numerose partecipazioni a Sanremo ( in cui può vantare moltissime vittorie come 'Miglior arrangiatore') e all'interno del programma di Maria De Filippi 'Amici di Maria' in cui era presente in veste di insegnante, abbandonato per divergenze di opinioni con la conduttrice.

Da qualche anno si dedica allo studio degli effetti della musica sugli organismi viventi: “Alla musica è stato sempre attribuito un grande potere evocativo basato sul suo significato estetico – culturale. Le mie sperimentazioni tendono a dimostrare che l’intreccio polifonico supera le barriere culturali entrando in diretta relazione con la materia, biologica o inerte che sia.

 

 

 

 

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