La villa di Franco Battiato diventerà Museo della Musica: “Un gesto d’amore verso l’artista”

L'abitazione è un bene di grande interesse culturale, ma soprattutto un luogo che testimonia la vita dell'artista salvaguardarla è un dovere

La Soprintendenza della Regione Sicilia ha avviato l’iter per rendere la dimora di Franco Battiato, Villa Grazia a Milo, un sito di notevole interesse culturale: si vuole trasformare la casa dell’artista in un Museo della Musica, un centro culturale in cui sia possibile salvaguardare la sua memoria di musicista e uomo, il fulcro della sua creatività.

Villa Grazia è un piccolo angolo di paradiso alle pendici dell’Etna, l’eremo scelto da Franco Battiato per ‘tornare a casa’, nella sua Sicilia: in questo luogo l’artista viveva le sue giornate, praticando la meditazione, leggendo e componendo i suoi indimenticabili brani, qui si è spento il 19 Maggio, circondato dall’affetto dei suoi cari.

Il Primo Cittadino di Milo, Alfio Cosentino così esprime la sua felicità per la decisione presa dalla Regione Sicilia: “Con questo vincolo, la casa di Battiato sarà un centro culturale, dove chi lo ha amato potrà riscoprire la sua arte. Gli enti preposti, insieme alla città di Milo, faranno il possibile perché sia un vero e proprio punto di riferimento. Dobbiamo tanto a Battiato. La sua scelta di venire a vivere qui non è stata certo fatta per caso.

Grazia alla decisione della Soprintendenza di avviare l’iter per l’approvazione del vincolo, dichiarando l’abitazione bene di interesse culturale, ha salvato Villa Grazia dalla vendita, nella parole della Soprintendente Donatella Aprile:  “La nostra funzione è quella di preservare e tutelare ciò che ha un valore storico, etnoantropologico e culturale perché ne resti la memoria nel tempo. Oltre ad essere un luogo simbolico, la casa di Battiato deve essere preservata perché possa testimoniare la sua vita e diventare un luogo di riferimento, un museo della musica che ne possa mantenere la memoria

L’ Assessore ai Beni Culturali e Identità Siciliana, Alberto Samonà, dichiara: “Il vincolo culturale è in gesto di amore verso l’artista, ma anche di rispetto e di attenzione per quella che fu la sua dimora, Villa Grazia è un luogo che invita alla riflessione, all’introspezione e alla ricerca della verità.