Da oggi tutto il Sud è in zona gialla: “Non avere al momento segnali di allerta è incoraggiante”

Le riaperture graduali, secondo il criterio del 'rischio ragionato' hanno dato ottimi risultati, si prospetta una riesamina delle restrizioni



Finalmente i dati sul contagio della pandemia da Covid – 19 stanno dando segnali positivi: calano di giorno in giorno il numero dei contagi e dei ricoveri ospedalieri; le terapie intensive non sono più prese d’assalto (i casi critici si sono drasticamente ridotti). Proprio per questo oggi, 17 Maggio, tutto il Sud e gran parte dell’Italia (esclusa la Valle d’Aosta in arancione) sono in zona gialla.

La strategia del “rischio ragionato” è stata quella vincente, dopo le prime riaperture del 26 Aprile la curva pandemica non è cresciuta ed ha permesso un ritorno alla semi- normalità, che potrebbe essere definitiva con l’approssimarsi dell’estate. Oggi si riunirà il governo per stabilire un’ ulteriore strategia di riaperture, con un taglio alle restrizioni in vigore e una decisione sul coprifuoco per poter finalmente tornare alla normalità; nello stesso tempo di riuniranno anche i tecnici del Iss e del Ministero della Salute per analizzare i nuovi parametri che definiranno le fasce ed i colori delle regioni.

In un intervista rilasciata al ‘Corriere della Sera’  dall’onco – ematologo e Coordinatore del Cts, Franco Locatelli, si legge: “L’analisi dei dati indica che le aperture decise secondo il criterio del ‘rischio ragionato’ non si sono associate a una ripresa della curva epidemica. L’ultima analisi settimanale indica un Rt inferiore a quello della settimana precedente (0.86 contro 0.89)n e che l’incidenza cumulativa dei casi ogni 100.000 abitanti è scesa a un valori nazionale di 96.”

E ancora: “L’analisi della prossima settimana ci darà un quadro ancora più compiutamente definito, ma, non avere al momento segnali di allerta è incoraggiante anche nella prospettiva di nuove misure di apertura, quali ad esempio il prolungamento del coprifuoco che il governo si accinge ad adottare. Resta fondamentale il principio ispiratore della gradualità e progressività ricordato anche recentemente dal Presidente Draghi.