Riccardo Muti è anche siciliano: “Dopo aver girato il mondo in lungo e largo io resto un uomo del Sud”

Il Maestro che ha portato il Made in Italy in tutto il mondo, il 27 Marzo ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Palermo

Foto Facebook Riccardo Muti


Da Sabato 27 Marzo 2021, il Maestro e Direttore d’Orchestra Riccardo Muti è cittadino onorario di Palermo: la cerimonia si è tenuta a Palazzo delle Aquile, con la partecipazione straordinaria (in via telematica) del Ministro delle Cultura, Dario Franceschini. Qui il Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando ha consegnato il riconoscimento al Maestro per meriti che vanno al di là del suo talento artistico e si incentrano sulle sue qualità di uomo, completamente dedito alla musica e attento alle dinamiche sociali.

La cittadinanza è il premio, come recita la nota ufficiale, “Per la passione civile di artista, testimoniata dagli innumerevoli concerti proposti nell’ambito delle ‘vie dell’amicizia’, svoltisi in luoghi simbolo della storia, regioni talvolta intrise di dolore, conflitti e ostilità, donando bellezza, valori etici e estetici, luce e speranza, attraverso l’arte dei suoni. Per racchiudere nella sua opera una visione del mondo fatta di incontri tra culture, letterature, musiche e poesie che si fondono, si contaminano, si arricchiscono, come gli elementi di un mosaico umano nel quale ogni tessera diviene elemento essenziale, condividendo con l’intera città la memoria di Federico II.

Al tanto amato Maestro partenopeo, insieme alla Medaglia Ufficiale della città di Palermo è stata consegnata la Carta di Palermo, entrambi sono il simbolo di una promessa che vede l’impegno dell’intera comunità siciliana nel migliorare le condizioni delle nuove generazioni attraverso la conoscenza del passato, come afferma il Sindaco Orlando: “In un momento complesso per il nostro paese, Muti è il simbolo di rinascita culturale e conferma di una visione di futuro fortemente legata al miglior passato musicale italiano.

Nel ringraziare il Sindaco per il riconoscimento, Riccardo Muti, parla del suo dolore le la chiusura dei teatri e sulla posizione di moltissimi giovani artisti, prossimi alla disoccupazione: “Ricevere la cittadinanza della città di Palermo è una forma di orgoglio per me che sono un uomo del Sud, ma è anche mettere una pietra miliare su quelle che è stata la mia lunga attività artistica nel mondo. Ed è anche un modo per parlare dei problemi gravi della musica nel nostro paese. Se uno studia in un conservatorio di una regione dove non ci sono orchestre o teatri, è come se facesse un corso di medicina senza aver visto un corpo umano o una lezione di anatomia. Facciamo in modo che i conservatori non siano fabbriche di illusi e disoccupati. Rimanere delusi sa un’arte in cui si è creduto è molto peggio che rimanere delusi da un’attività professionale.