L’uomo del Sud che salvò centinaia di ebrei: Calogero Marrone

Attraverso il rilascio di documenti d'identità falsi, riuscì a salvare centinaia di ebrei in fuga dalle deportazioni

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Era uomo tutto di un pezzo, coraggioso e antifascista Calogero Marrone. Nato il 12 Maggio del 1889 a Favara nella provincia di Agrigento in Sicilia, sopravvissuto alla Prima Guerra Mondiale fu assunto nella Sezione Combattenti e Reduci nel comune di Favara, nel 1931 venne trasferito con moglie e 4 figli a Varese, dove occupò il ruolo di Capo dell’Ufficio Anagrafe.

Quando nel 1943, il Generale Badoglio notificò l’armistizio con gli alleati, il comune di Varese divenne uno dei luoghi in cui cercarono riparo gli ebrei e i “diversi” perseguitati dal Regime in attesa di poter varcare il confine con la Svizzera. Per raggiungere la frontiera bisognava possedere documenti in regola (soprattutto per la leva obbligatoria e la non appartenenza al popolo ebraico), Calogero conosceva bene questa procedura e per spirito di giustizia, antifascista e partigiano, cominciò ad usare la sua posizione all’interno dell’anagrafe per rilasciare documenti falsi.

Cominciò così a compilare centinaia di identità false per aiutare tutte le persone che sarebbero state prima perseguitate e poi uccise dal regime, la sua attività continuò per un anno, quando il 7 Gennaio del 1944 venne arrestato. Tre giorni prima dell’arresto, Don Luigi Locatelli informò Calogero Marrone che presto la milizia sarebbe giunta ad arrestarlo,  avevano scoperto della sua infedeltà attraverso il tradimento di un collega. Calogero non fuggì, restò al suo posto.

La polizia procedette all’arresto del siciliano dalla sua abitazione con l’accusa di collaborazionismo con la Resistenza, favoreggiamento nella fuga di ebrei e violazione dei doveri d’ufficio. Trascorse un lungo periodo di detenzione (13 mesi) presso il carcere di Varese, dove purtroppo si ammalò di tifo che lo portò alla morte pochi mesi prima della Liberazione, il 15 Febbraio del 1945.

il 27 Gennaio del 2003, dopo numerosissime testimonianze dell’operato di questo indomabile uomo del Sud, nel Parco di Monte Po a Catania vennero piantate tre quercie commemorative: una per Calogero Marrone, una per Giovanni Palatucci e una per Giorgio Perlasca. Nel 2013 la Commissione dei Giusti di Yad Vashem (Ente nazionale per la Memoria della Shoah di Gerusalemme), ha assegnato il titolo di “Giusto tra le Nazioni” al coraggioso Calogero Marrone.