Al Sud c’è un enorme serpente nero dal corno d’oro a guardia di un tesoro nascosto

Un avaro sacerdote che non si rassegna alla perdita delle sue ricchezze tenta il patto con gli spiriti maligni

Tutti sanno che la Puglia è una delle regioni più belle d’Italia per le sue spiagge mozzafiato e i suoi paesaggi meravigliosi, è conosciuta anche per le sue cattedrali e i borghi di rara bellezza come Ostuni e Martina Franca. Ma ci sono anche altre scenari tipici e incantevoli come il Faro al Capo di Leuca, la Festa della Taranta, gli ulivi secolari e il Trulli di Alberobello.

Ed è proprio alle porte di questo suggestivo borgo, in mezzo ai Trulli, che è ambientata la storia che raccontiamo oggi. Una storia, tramanda da tempo immemore e che ha tutti gli elementi delle migliori leggende: un sacerdote avaro, una strana torre piena d’oro, un’enorme creatura che lo sorveglia e un patto con gli spiriti.

Nella Contrada di Paparale sorgeva un’altissima torre molto possente, edificata con una tecnica particolare che rendeva impossibile l’ingresso a qualcuno che non fosse colui per il quale era stata costruita, un sacerdote. L’uomo di fede era molto avaro ed altrettanto ricco e per il suo scrigno inespugnabile si rivolse a costruttori esperti che provenivano dall’altra parte dell’Adriatico, che ne fecero un monumento all’inaccessibilità e alla sicurezza.

L’antico sacerdote vi rinchiuse tutte le sue ricchezze e si trasferì all’interno del trullo nelle sue vicinanze, l’unica costruzione vicina alla torre, per esser certo che nulla sfuggisse al suo sguardo attento. Non avendo mai coltivato nessun sentimento d’amore o affetto, con l’approssimarsi della vecchiaia, il sacerdote era tormento dalla morte, ma soprattutto dal pensiero di dover lasciare la sua ricchezza ai parenti. 
Nessuno doveva impossessarsi della sua fortuna! Avrebbe trovato un modo a qualsiasi costo.

Attese una notte senza luna per attuare il suo piano, consapevole che nessuno si sarebbe aggirato nei campi in una tale oscurità, prese a bruciare erbe misteriose per un rituale che attirasse l’attenzione degli spiriti, gli unici che potessero aiutarlo nel soddisfare le sue manie. Gli spiriti risposero alla chiamate e l’uomo di fede pronunciò la sua preghiera. Le ombre acconsentirono alle richieste, offrendo protezione ed un enorme serpente nero con un corno d’oro sul capo a guardia della torre; per il servizio reso pretesero come pagamento la sua anima.

Il tempo passava e la torre era ben sorvegliata, ma se in un primo momento il sacerdote fu soddisfatto del patto con gli spiriti delle tenebre, mentre la vecchiaia avanzava la paura gli serrava le viscere. In punto di morte il terrore raggiunse il culmine, per questo decise di confessare tutto ai propri parenti. Gli spiriti onnipresenti, preso atto della confessione s’infuriarono e presi dall’ira distrussero la torre e imprigionarono il serpente nero dal corno d’oro.

Se si volesse vivere in un mondo di leggende si potrebbe credere che l’enorme e terribile creatura sia ancora lì, a scrutare nel buio, vigilando pazientemente ed eternamente sulle enormi ricchezze contenute in quella torre, accumulate da un uomo di culto la cui unica occupazione era far in modo che nessuno potesse averle: il sacerdote può ritenersi soddisfatto, è riuscito nel suo intento.