domenica, Luglio 25, 2021
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Un museo del Sud apre le sue porte virtuali per portare alla luce spartiti preziosi

Martedì 8 Dicembre sarà possibile visitare in maniera virtuale il museo che raccoglie la testimonianza della musiche tradizionali dal Sud

Il Museo Francesco Paolo Tosti di Ortona è il primo museo dedicato alla musica della regione Abruzzo. Vede la sua inaugurazione il 9 Aprile del 1994, per celebrare il patrimonio artistico di Francesco Paolo Tosti, compositore e cantante italiano che ha musicato moltissime delle romanze di Gabriele D’Annunzio.

L’Istituto Nazionale Tostiano si trova all’interno di Palazzo Corvo, una residenza storica che risale al XVI secolo. La sala dedicata al compositore Tosti è ricostruita sul ricordo della sua residenza di Londra, con gli arredi originali, ed ospita anche l’ Archivio Musicale “Guido Albanese” altro musicista ortese in cui sono custodite le melodie della tradizione abruzzese, soprattutto quella del Festival Ortese con manoscritti originali del compositore.

Martedì 8 Dicembre il Museo aprirà le sue porte, ed attraverso una visita virtuale sarà possibile immergersi nella tradizione dell’Abruzzo attraverso tutti i reperti lasciati in eredità dai due compositori. Questa iniziativa consente anche a chi non risiede sul territorio di ammirare le bellezze del museo e conoscere la storia dei compositori che partendo da Ortona si sono affermati in tutto il mondo. Verranno mostrati gli spartiti originali delle composizioni di Francesco Paolo Tosti rese pubbliche dalla di produzione Ricordi.

Nelle pubblicazioni erano collocate anche illustrazioni grafiche di altri importanti artisti, le dediche di personaggi importanti o esponenti della nobiltà dell’epoca, ma anche l’elenco di cantanti che interpretarono i brani. Insomma, le pubblicazioni così prodotte tra l’Ottocento e il Novecento, possono essere considerate come la versione iniziale della diffusione pubblica attraverso la radio e gli altri sistemi di ascolto.

Afferma il Direttore Artistico Maurizio Torelli a proposito dell’iniziativa: “Gli ambienti e i documenti mostrati sono principalmente quelli dell’Istituto ortense che per la prima volta ha reso possibile la visione di alcune tra le cose più preziose conservate. Si tratta di un grande lavoro di ricerca, di selezione e montaggio di immagini, di musiche tostiane, tratte da incisioni storiche o moderne di grandi interpreti che restituiscono il fascino di una visita reale ed anzi costituiranno un forte stimolo a vivere personalmente l’esperienza del Museo quando le condizioni della pandemia lo permetteranno. Inoltre vale la pena sottolineare che l’Istituto Tostiano conserva altre sezioni del museo dedicate a grandi interpreti come De Luca o Martinelli, alle tradizioni musicali abruzzesi, agli strumenti e ad altri interessanti ambiti della storia musicale.”

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