Il borgo del Sud silenzioso e antico, sospeso sull’attimo

Uno dei borghi più antichi e suggestivi del Meridione d'Italia, dove ogni pietra insegna il valore del silenzio e del passato



Navelli, in Abruzzo è nominato tra i borghi più belli d’Italia ed ha una storia molto antica che risale al VI secolo a.C. come primo insediamento dei Vestini, un popolo italico che prende il nome da Vesta, la Dea del Focolare e della casa venerata anche dai Romani. E’ situato all’estremità del Gran Sasso e domina l’intera conca aquilana in cui viene prodotta una varietà di zafferano DOP.

Il borgo di Navelli è un territorio di pastorizia e agricoltura; il paese è un reticolo di vicoli stretti e case in pietra grigia che sembrano finestre che ispezionano la valle sottostante. Le strade di ciottoli, le botteghe artigiane di fabbri e fornai rendono questo posto come fermo nell’istante passato, il tempo si è fermato, un paese costruito da sassi posizionati nei secoli da persone senza nome e silenti.

Il Palazzo Santucci è una costruzione Settecentesca che sorge sulle rovine di una fortezza medioevale. Due scalinate conducono attraverso giochi di archi ai piani superiori, dove ci sono le stanze del palazzo che hanno camini monumentali e arredamenti in pietra.

Adiacente alla Palazzo Santucci, c’è la Chiesa di San Sebastiano, anch’essa costruita sui resti di un antico edificio, la Chiesa di San Pelino, restaurata dopo il terremoto del 1703 con uno stile barocco. Nelle vicinanze di questa chiesa c’è Porta Castello che introduce alla parte più antica del borgo di Navelli che ha come sfondo le montagne della Maiella e Via del Macello una lunga e suggestiva scala in discesa che conduce nel reticolato di vicoli acciottolati.

Il centro del borgo racchiude tutta l’antichità fatta di elementi semplici della vita contadina, le pilucche, ossia le mangiatoie per asini scavate nella pietra a forma circolare; i forni comunali; gli edifici nobiliari e i gradini ricavati direttamente dalla roccia. Il borgo nasconde anche un piccolo gioiello, oltre ad altri siti medioevali e settecenteschi, un piccolo ghetto che fu la casa degli ebrei dal XIII secolo al 1510 in cui giace abbandonata una sinagoga, viene chiamato “Ju buch“, il buco per la sua dimensione minuta e la sua decadenza piena di memoria.

Durante una delle feste di Navelli, la “Sagra dei Ceci e dello Zafferano” c’è il “Palio degli Asini” in cui sfilano carri dalla piazza del paese, con sopra sbandieratori e alcuni abitanti nel costume tradizionale. La gara si svolge in Via Pereto, tramite un sorteggio viene affidata al fantino la sua cavalcatura, un asino.