domenica, Settembre 19, 2021
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Una delle leggende più spaventose sulla gelosia viene dal Sud

La leggenda di un imponente castello con un sentiero nascosto, una bellissima marchesa e la folle gelosia di suo marito

Bosa, uno dei più suggestivi borghi della Sardegna, sormontato dal Castello di Bosa o Serravalle, fondato nel 1122 dalla famiglia fiorentina dei Malaspina, marito e moglie.

Esisteva, sotto le mura del castello un sentiero nascosto che la castellana, la Marchesa di Malaspina, usava per andare a messa. La marchesa era di una bellezza incredibile, paragonabile solo alla sua modestia e alla sua infelicità per le feroci umiliazioni inflitte dal marchese. Soffriva in silenzio tutte le conseguenze di questa gelosia malsana, addirittura le veniva impedito di avere qualsiasi tipo di rapporto al di fuori del castello, il sentiero nascosto era stato costruito apposta, per ordine del marito, cosicché nessuno potesse vedere o avvicinarsi a sua moglie.

Se avesse potuto, il castellano, avrebbe evitato perfino che ella si recasse in chiesa, per tenerla rinchiusa nel castello in modo che nessuno potesse mai avvicinarla. Malgrado la sottomissione al volere del marito e le misure di isolamento adottate, un pomeriggio la gelosia avvampò. Il marchese, in uno scoppio di cieca gelosia, afferrato un coltello prese a tagliar le dita di entrambe le mani della sua consorte, per poi avvolgerle, ancora intrise di sangue, in un fazzoletto che ripose nelle tasche. Senza curarsi minimamente della marchesa svenuta e sofferente, uscì per passeggiare, come sua abitudine con alcuni amici.

Mentre passeggiava, come sovrappensiero, dimentico di ciò che aveva fatto, prese il fazzoletto dalle tasche e, come monetine, caddero le affusolate dita della bella castellana; i presenti restarono inorriditi a tale vista e sospettando i motivi dell'atroce gesto imprigionarono il marchese di Malaspina. Egli confessò tutto, come un torrente in piena per liberarsi dal peso della coscienza, fintanto che veniva portato in cella.

La storia si ferma qui, ma lascia ben tra finali:

Lo spirito dell'infelice marchesa passeggia come un'anima in pena in quel castello e nei suoi giardini, non potendo trovare pace, per eternità.

Le dita dell'innocente castellana si trasformarono in pietra e giacciono nel castello, come rimprovero eterno per ciò che le accadde.

Le rocce "Sos Testimonzoso" rappresentano coloro che erano presenti quando il fazzoletto rivelò l'atroce gesto, così traumatizzati da ciò che avevano visto, da restare pietrificati per sempre.

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