Lingua napoletana, Maurizio De Giovanni eletto presidente per tutelarla

Il Comitato ha il compito di promuovere iniziative di studio e di ricerca per valorizzare la tradizione e la cultura campana

Foto Facebook I Bastardi di Pizzofalcone di Maurizio De Giovanni


Lo scrittore dei “Bastardi di Pizzofalcone” negli ultimi giorni ha ottenuto un incarico di grande rilievo che riguarda la sua città natale, Napoli. E’ stato istituito, infatti, un Comitato tecnico-scientifico per la salvaguardia e la tutela del patrimonio linguistico napoletano di cui De Giovanni è diventato presidente. Previsto da una legge regionale approvata nel luglio 2019, il Comitato, nominato con decreto del presidente del Consiglio Regionale, dura in carica cinque anni dalla nomina e ha il compito di promuovere iniziative di studio e di ricerca per valorizzare la tradizione e la cultura campana.

Eletto presidente dell’ente, il primo impegno dello scrittore partenopeo sarà quello di pubblicare un Dizionario storico della lingua e della letteratura: “E’ il nostro primo impegno – ha dichiarato al quotidiano “Il Mattino” Maurizio De Giovanniil dizionario è un’opera di grande rilevanza e per questo dobbiamo adoperarci, con un nostro sostegno concreto ed economico, destinando le risorse necessarie per abbreviare i tempi di realizzazione”.

Il Comitato tecnico-scientifico per la tutela della lingua napoletana avrà anche due vice-presidenti: Rita Enrica Librandi, docente di Linguistica, e Armando De Rosa, presidente della Pro-Loco di Villaricca, nel napoletano. Saranno in particolare due i compiti del Comitato, come spiega il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli: “La memoria e la valorizzazione”.

L’obiettivo del Comitato “è creare un data base della memoria, molte persone pensano di parlare in napoletano, ma è in realtà uno slang assolutamente non corrispondente alla nostra lingua – ha sottolineato Borrelli – il secondo compito è la valorizzazione, perché si dimentica che c’è una lunga tradizione storica, culturale, musicale e letteraria che va difesa e tutelata”.

Inoltre, andranno ricercati e valorizzati i caratteri che hanno permesso l’elaborazione di una cultura poetica, letteraria, musicale e artistica e fare in modo che venga diffusa la conoscenza, tra le nuove generazioni, di questa lingua, affinché non venga dimenticata. Lo scopo del Comitato è di riprendere le realtà storiche originarie, sia materiali sia immateriali, di un patrimonio che può essere raccontato a una rete di persone. Fanno parte del Comitato anche Nicola Di Blasi, esperto di storia linguistica napoletana, lo scrittore Umberto Franzese, Carolina Stromboli e Francesco Montuori, docenti di linguistica.