Cardiologia interventistica, al Sud un polo d’eccellenza tra i primi in Italia

Nel 2019 sono state eseguite quasi 4.000 procedure con esiti agli stessi livelli dei migliori ospedali italiani ed europei

Foto Facebook Clinica Montevergine


Il Sud vanta tantissime strutture sanitarie all’avanguardia. In più occasioni, anche durante l’emergenza Coronavirus, sono stati effettuati interventi straordinari che hanno salvato la vita di molti pazienti in gravi condizioni. Non solo. Gli ospedali del Sud hanno reagito benissimo all’avanzare della pandemia, sia attraverso scoperte fondamentali per la cura dell’infezione, sia con la gestione impeccabile dei reparti di terapia intensiva, molti dei quali costruiti ex novo per fronteggiare il nemico invisibile.

A confermare queste tesi arriva una buona notizia che riguarda una struttura ospedaliera meridionale che ha guadagnato il titolo di polo d’eccellenza per la cardiologia interventistica. Si tratta della Clinica Montevergine di Mercogliano, in provincia di Avellino. A testimoniare questo grande traguardo sono le cifre: come racconta il quotidiano AvellinoToday, nel corso del 2019 nella struttura sanitaria sono stati eseguiti ben 1.000 interventi di Tavi, ossia una procedura che consente di sostituire la valvola aortica inserendo la protesi attraverso l’arteria femorale.

Grazie a questo dato record, la Clinica di Montevergine si colloca tra i primi centri italiani d’eccellenza nel campo dell’interventistica cardiovascolare mininvasiva: “La Montevergine è storicamente una delle più prestigiose strutture cardiologiche italiane – ha dichiarato Tullio Tesorio, primario della divisione di Emodinamica – Siamo stabilmente nei primi posti delle classifiche delle società scientifiche per numero di procedure e per la qualità dei risultati clinici. Lo scorso anno sono state fatte quasi 4.000 procedure con esiti agli stessi livelli dei migliori ospedali italiani ed europei.

“Ottenere buoni risultati non può e non deve solo dipendere dalla propria esperienza quotidiana. Un’attività di ricerca e formazione continua è fondamentale – ha aggiunto il medico – Negli ultimi anni la cardiologia interventistica è stata protagonista di una vera e propria rivoluzione: si è passati dal curare le sole malattie che colpiscono le arterie all’eseguire dei veri e propri interventi in grado di riparare e addirittura sostituire le valvole cardiache. Il tutto sempre senza necessità di aprire il torace. La Tavi, per esempio, è una tecnica introdotta circa dieci anni orsono le cui indicazioni dapprima ristrette a pazienti ad alto rischio chirurgico si sono sempre più estese grazie all’affinamento delle tecniche ed al progresso tecnologico delle protesi impiantate.

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