Al Sud intervento record senza anestesia: paziente operato da sveglio



Come detto più volte, anche in periodo di emergenza Coronavirus al Sud non si sono mai fermati i grandi interventi della Sanità. Qualche giorno fa vi abbiamo parlato di un’operazione realizzata a Napoli che ha permesso ad una bimba di recuperare l’udito con la ricostruzione in 3D dell’osso temporale. E’ avvenuta nell’ospedale pediatrico Santobono-Pausillipon, dove appunto una piccola paziente ipoacustica è stata sottoposta a un intervento primo nel suo genere in Italia, con utilizzo della tecnologia per supportare la patologia da cui era affetta la bambina.

In questo articolo, invece, vi parliamo di quanto accaduto a Bari, al Policlinico, dove è stata realizzata un’operazione record su un paziente senza l’utilizzo dell’anestesia. Un uomo di 59 anni, di Altamura, ha infatti subito un trapianto di rene da sveglio, senza quindi essere sottoposto ad anestesia generale. L’intervento, fanno sapere dall’ospedale, è perfettamente riuscito e l’uomo ora è ricoverato nel reparto di urologia.

Il trapianto è avvenuto grazie a una donazione da vivente, precisamente da una donazione di sua moglie. La donna, 56 anni, è infatti risultata idonea e ha espresso il consenso al prelievo dell’organo per il trattamento dell’insufficienza renale di suo marito. Il paziente, prima di essere sottoposto all’intervento, ha subito un’anestesia spinale neuroassiale, una tecnica eseguita in pochissimi centri in Italia per effettuare i trapianti di organo.

Questa tecnica è stata realizzata da due anestesiste giovanissime, Miriam Varvara, 36 anni, e Claudia Piacente, 33 anni, laureate in Medicina all’Università di Bari e rientrate al Policlinico dopo alcuni anni di specializzazione. “I vantaggi di questa tecnica sono notevoli – le parole delle anestesiste riportate da La Repubblicail paziente ha una ripresa più agevole, non venendo intubato respira meglio, sono esclusi gli effetti collaterali di anestetici oppioidi come nausea, vomito e paralisi intestinale. Il paziente può riprendere subito a mangiare e bere autonomamente. E si riduce così anche la degenza post-operatoria in reparto”.