Coronavirus, dall’Aifa risultati incoraggianti sul farmaco sperimentato da Ascierto

Il Tocilizumab usato solitamente per curare l'artrite reumatoide è diventato un potente antidoto contro il Coronavirus: la conferma dall'Agenzia Italiana del farmaco

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Dall’Aifa, l’Agenzia Italiana del farmaco, arrivano i primi risultati sulla sperimentazione del Tocilizumab, il farmaco utilizzato solitamente per curare l’artrite reumatoide e che ora è diventato un potente antidoto contro il Coronavirus grazie all’impegno costante di tutti i medici e del dottore meridionale Paolo Ascierto, oncologo del Pascale di Napoli, che ha suggerito per primo di testare questo trattamento in Italia.

I risultati sembrano essere “incoraggianti anche se non definitivi”, ha spiegato Ascierto sul sul profilo facebook. Lo studio dell’Aifa fa luce sul fatto che il Tocilizumab sia in grado di ridurre la mortalità nei pazienti più gravi: “Finalmente abbiamo i dati incoraggianti dello studio con il tocilizumab denominato TOCIVID-19, anche se non ancora definitivi. L’analisi riguarda 301 pazienti registrati per lo studio di fase 2 (in 20 ore tra il 19 e il 20 marzo) e 920 pazienti registrati successivamente tra il 20 e il 24 marzo, provenienti da 185 centri clinici distribuiti su tutto il territorio italiano”, ha spiegato Paolo Ascierto.

“L‘efficacia del tocilizumab è stata valutata attraverso il tasso di mortalità a 14 e a 30 giorni. A 14 giorni il tasso di mortalità riportato nella fase 2 è risultato 18.4%, considerando tutti i pazienti (trattati e non), e 15.6%, considerando solo quelli che hanno ricevuto il farmaco – ha continuato l’oncologo del Pascale -. Questi valori, pur se inferiori al 20% previsto a priori, non possono essere considerati significativi. Invece, i risultati sono significativi a 30 giorni, quando i valori di letalità sono 22.4% in tutti i pazienti e 20.0% nei soli trattati (rispetto al 35% che ci si aspettava a priori)”.

“L’analisi degli effetti collaterali non ha mostrato segnali rilevanti di tossicità specifiche.
Complessivamente, quindi, lo studio TOCIVID-19, pur con i limiti di uno studio a singolo braccio (ovvero senza il braccio di controllo con il placebo), suggerisce che il tocilizumab possa ridurre significativamente la mortalità a un mese, ma che il suo impatto sia meno rilevante sulla mortalità precoce. Ci si augura che gli studi di fase 3 randomizzati tuttora in corso possano nelle prossime settimane confermare questi risultati. Desidero ringraziare enormemente il dr Franco Perrone, per il lavoro svolto con grande professionalità e perseveranza, e per essere stato in grado di finalizzare in soli 10 giorni questo importantissimo studio. Inoltre AIFA che ha dimostrato che quando il gioco si fa duro, è il momento in cui i duri scendono in campo! Grazie di cuore a nome di tutta la comunità scientifica e non. Non ultimi, i miei direttori Attilio Bianchi e Gerardo Botti, nonché il direttore Di Mauro, per averci supportato H24 in questi giorni intensi e per essere sempre stati al nostro fianco. Infine, mio “fratello” Enzo Montesarchio, senza il quale non avremmo mai potuto iniziare questa avventura!“, ha concluso il dottor Paolo Ascierto.

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