Coronavirus, regione del Sud al primo posto per gli interventi contro la crisi

La regione meridionale, secondo un attento studio sui bilanci, risulta essere la prima in Italia ad aver investito di più per aiutare i cittadini in difficoltà

Regione Sardegna
Sede Giunta Regionale della Sardegna (Foto Facebook)


Una regione del Sud conquista il primato per gli investimenti erogati nel periodo di emergenza Coronavirus. Si tratta della Sardegna, che ha deciso di sostenere i propri cittadini in difficoltà nella fase più delicata e critica della pandemia offrendo un consistente aiuto economico anche nella fase 2 della ripartenza.

A dimostrarlo è uno studio pubblicato da Il Sole 24 Ore sulla base delle ricerche dell’Istituto Issifra-Cnr (Istituto Studi sui Sistemi Regionali Federali e sulle Autonomie), che mette a confronto l’impegno finanziario di tutte le regioni italiane, attraverso un’attenta analisi dei bilanci e dei fondi europei non ancora utilizzati.

La Sardegna, secondo questa ricerca, risulta essere la regione che ha investito di più in tutta la penisola con un impegno di 265 milioni di risorse proprie: un finanziamento che è suscettibile anche di un considerevole margine di incremento. Non solo. L’isola sarda risulta essere prima anche nella classifica dei maggiori interventi messi in campo pro-capite. “Sono dati che attestano quanto questa Giunta abbia avuto a cuore, fin dalle prime fasi dell’emergenza, la tutela delle famiglie e la dignità della persona”, ha spiegato il Governatore della Sardegna Christian Solinas.

“Grazie ad un impegno straordinario, abbiamo messo in campo una enorme massa di liquidità destinata a superare la crisi. In settimana – ha aggiunto il Presidente della Regione Solinas – il consiglio regionale voterà la seconda parte di interventi varati dalla Giunta, destinata specificamente alle imprese. L’entità dell’intervento regionale appare ancora più evidente con un confronto tra regioni con popolazione molto più numerosa della Sardegna. Oggi che i dati dell’emergenza sanitaria aprono ad una speranza in più per il futuro, possiamo dire che la scelta di privilegiare anzitutto le famiglie, per aiutarle a superare la crisi, è stata lungimirante e virtuosa. Il denaro in erogazione non è vincolato a buoni spesa ma inteso come sostegno di liquidità per far fronte alle emergenze di ogni genere che i nuclei familiari hanno dovuto affrontare e stanno ancora affrontando. Grazie a questo sforzo straordinario possiamo gettare le basi per ripartire e lasciarci alle spalle questa pagina così drammatica”.

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