Ricette del Sud: alla scoperta della ‘Nduja

Le origini del salume meridionale.

La Calabria è una bellissima regione che, ogni anno, attira milioni di turisti. Dal resto d’Italia e da tutto il Mondo, sono tantissime le persone che la visitano, per godere della sua natura incontaminata, del mare cristallino e degli ottimi alimenti.

Molto apprezzato è quello che può essere certo definito uno fra i prodotti calabresi per eccellenza ovvero la ‘Nduja, adoperato in diverse ricette. Che cos’è? E perché ha questo nome?

Si tratta di un salume spalmabile, fatto di carne, grasso di maiale e peperoncino piccante. Questo salame morbido è insaccato nel budello cieco e stagionato ed è proprio della cucina povera calabrese, visto che si preparava e si prepara utilizzando gli scarti del porco. Oggi si usano guanciale e pancetta. L’abbondante presenza di peperoncino fa in modo che non ci sia bisogno di conservanti per realizzarla.

Il nome deriverebbe dal francese “andouille“, salume a base di trippa che sarebbe stato diffuso nelle zone dalle truppe francesi di Gioacchino Murat. Dal punto di vista storico, esiste un comune calabrese che si fregia del titolo di “Città della ‘Nduja” ovvero Spilinga, centro alle pendici del Monte Poro, nei pressi di Vibo Valentia. Qui, dal 1975 in poi, si svolge una sagra relativa al prodotto. Può essere consumata spalmandola sul pane, abbinandola ai formaggi e come soffritto per un ragù o di un sugo di pomodoro.

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