La storia dell’indovina Manto che prevedeva il futuro dallo Scoglio del Mantineo

La storia dell'indovina Manto è una delle leggende calabresi più belle. La sua storia si lega con quella di famosi personaggi mitologici tra cui Ulisse.

Ci troviamo a Capo Vaticano, un promontorio situato di fronte allo Stromboli e alle isole Eolie. Un angolo di paradiso in cui il mare è azzurro, la natura incontaminata e la leggenda dell’indovina Manto accresce il fascino di questo posto. La storia di questa sensitiva sembra essere proprio alle origini del nome della città, infatti la parola “Vaticano” deriverebbe dal latino vaticinium, cioè oracolo, responso. E proprio questo termine è legato al mito che interessa il promontorio calabrese e in particolare lo Scoglio del Mantineo.

La leggenda dell’indovina Manto

Secondo la leggenda calabrese infatti esisteva proprio su questo tratto di costa della Calabria una grotta in cui viveva una indovina di nome Manto (dal cui nome deriverebbe il nome dello Scoglio che si trova a Capo Vaticano), che in greco significa “dare responsi, predire”. La leggenda vuole che i naviganti diretti verso i vortici di Cariddi e le fauci del mostro Scilla presenti nello Stretto di Sicilia, si fermavano presso Manto per offrirle dei doni in cambio di un responso relativo al successo o meno della loro navigazione nello Stretto.

Addirittura si dice che lo stesso Ulisse si sia servito dei servigi dell’indovina Manto, dopo essersi salvato da Scilla e Cariddi, per capire come sarebbe proseguito il suo viaggio. La donna diede coraggio alla flotta di Ulisse, presagendo un futuro più fausto.

Manto, per ispirazione divina, attraverso l’oracolo posto su un altare di fronte alla grotta e posto sullo Scoglio del Mantineo, dava responsi sul futuro non solo ai marinai ma anche alle donne che volevano conoscere il volere delle divinità.

La Costa degli Dei dell’indovina Manto

Oggi il faraglione del Mantineo, fa parte della “Costa degli Dei”, nome che sottolinea ancora di più la magia di questi posti. C’è addirittura qualcuno che, navigando nelle acque cristalline prospicienti il promontorio, sembra sentire la voce di Manto.

capo vaticano indovina manto

Scipione L’Africano diede origine al nome Capo Vaticano?

Ma l’origine di Capo Vaticano è oggetto anche di un’altra leggenda. Infatti in un manoscritto del 1736 viene riportata una storia molto differente che non ha nulla a che fare con Manteo. Infatti sembrerebbe che Scipione l’Africano, sul tratto di costa intorno a Capo Vaticano, affrontò in battaglia un pirata detto Grancane. Nel momento in cui Scipione lo stava per uccidere, si precipitò su di lui urlando “Abbatte Cane!” e da qui poi il nome “Batticane” che è diventato “Batticano” e infine Vaticano.

Tropea rende omaggio a Manto

Questo è solo uno dei luoghi di estrema bellezza presenti sulla costa calabra. Infatti, vicino a Capo Vaticano è possibile visitare la cittadina di Tropea, arroccata su un altro faraglione, simile a quello in cui Manto viveva. Ma il centro racconta tutt’altra storia, fatta di tradizioni culinarie (a base della famosa cipolla, di ‘nduja e di liquirizia) e religiose, sottolineate dalle numerose chiese, tra cui va menzionata quella del Gesù, famosa per un altare in marmo policromo con quattro colonne a torchon decorato con foglie d’oro.

Sulla terrazza di largo Migliarese, sopra lo scoglio della chiesa di Santa Maria dell’Isola è possibile gustare uno dei tramonti più suggestivi di tutta la Calabria, il sole si tuffa nel mare illuminando di rosso fuoco il profilo del vulcano Stromboli.

Il legame di questa terra con la mitologia lo si capisce anche dalla presenza di uno store, ispirato anche alla mitologia greca e a Manto. Infatti si è accolti da ragazze vestite da ancelle, le pareti sono realizzate con il legno delle barche a vela. All’interno si possono respirare le essenze mediterranee di una terra che ha enormi ricchezze naturali, culturali, enogastronomiche e paesaggistiche.