I quattro mori: storia della celebre bandiera sarda

Scopri le affascinanti vicende relative allo stendardo sardo, le cui origini affondano, anche, nella leggenda

La Sardegna è una terra orgogliosa e piena di fascino. Il suo simbolo ufficiale è la bandiera dei quattro mori, ma qual è la sua storia? Perché è stata scelta? Eccone la ragione.

Indice

Qualche cenno legislativo

Questo drappo è stato adottato in maniera ufficiale nel 1950. In seguito, con l’articolo 1 della legge n° 10 del 15 aprile 1999, si stabilisce che:

La Regione adotta quale sua bandiera quella tradizionale della Sardegna: campo bianco crociato di rosso con in ciascun quarto una testa di moro bendata sulla fronte rivolta in direzione opposta all’inferitura.

L’inferitura è la parte vicina al pennone e all’opposto del battente. Dal punto di vista storico, le fronti sono rivolte verso tale lato.

La storia

Il simbolo compare per la prima volta sul sigillo della cancelleria reale di Re Pietro I d’Aragona, nel 1281. Gli Aragona furono sovrani dell’isola dal 1324 al 1479 e furono loro ad introdurlo, tramite i pubblici uffici del Regno. La tradizione storica sostiene che le teste siano un riferimento alle vittorie catalano-aragonesi di Murcia, Saragozza, Valencia e delle isole Baleari, contro gli arabi. Fonti storiche tedesche ricollegano il vessillo alla Sardegna, già, dalla fine del XIV secolo. Sembra che il primo a studiarne, in maniera scientifica, la nascita fu il gesuita Jaime Pinto, nel 1624.

“Ritratto immaginario di Pietro I d’Aragona”, opera di Manuel Aguirre y Monsalbe, 1885

La leggenda

Sull’origine dello stendardo esistono, però, anche due leggende. Secondo la prima, rappresenta una celebrazione della vittoria di Alcoraz, in Spagna, nel 1096, ottenuta da Re Pietro contro i mori. Il merito dell’esito positivo della battaglia va a San Giorgio. Apparso sul campo, nelle vesti di un cavaliere, il beato avrebbe contribuito al successo finale, decapitando quattro guerrieri saraceni. Di conseguenza, dato che il simbolo del Santo è una croce rossa in campo bianco, in suo onore, vi sarebbero state disegnate le teste. Invece, la seconda è quella che sostiene che il gonfalone fu scelto dal Papa Benedetto VIII, nel 1020. Il Pontefice voleva che fosse un simbolo cristiano (in questo caso, la croce) ad ispirare i sardo-pisani nella lotta contro gli infedeli. In seguito al trionfo, ci sarebbe stata l’aggiunta. Questa versione è riportata anche da Jaime Pinto. Infine, ulteriore leggenda è quella che sostiene che le quattro teste rappresenterebbero i regni in cui era divisa l’isola, in un passato remoto e che riuscirono a sconfiggere gli arabi invasori.

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