sabato, Dicembre 10, 2022

"Vedi Napoli e poi muori!", chi ha pronunciato questa frase per la prima volta e cosa voleva dire

Vi siete mai chiesti quale fosse la storia di uno dei modi di dire più celebri su Napoli, capoluogo campano e città dai mille colori e sapori? Ecco a voi la spiegazione.

La città di Napoli è da sempre una delle più ammirate e visitate dagli italiani e dai cittadini di tutto il mondo. Su di lei gravita il cerchio infinito che alterna una passione sfrenata ad un odio terribile e a tratti troppo esagerato. Luoghi comuni e verità infondate hanno fatto si che si formasse su di essa una convinzione non veritiera che l'ha 'discriminata' riducendola talvolta ad un minuscolo puntino nero sul nostro stivale. L'hanno resa quella 'carta sporca' di cui nessuno si importa, come cantava Pino Daniele nella sua celebre lettera d'amore.

Per fortuna molte persone, tra cui autori e musicisti di un certo spessore, si sono accorti secoli fa della bellezza e della magia che questo posto conserva. L'architettura e il buon cibo rappresentano sicuramente i principali punti di forza. Se poi si aggiunge l'accoglienza e il calore della sua gente, la musica e i miti che hanno fatto si che diventasse tanto 'misteriosa', esce fuori un risultato strepitoso. "Vedi Napoli e poi muori" è la perfetta sintesi di questa terra che almeno una volta nella vita, merita di essere conosciuta. Scopriamo allora chi disse queste parole e cosa spinse ad una reazione tanto meravigliata.

"Vedi Napoli e poi muori", a dirlo fu uno straniero

"Vedi Napoli e poi muori" è uno dei modi di dire più letti e sentiti sulla città. In tanti si chiedono il motivo di questa espressione, perché è stata pronunciata diventando tanto famosa e ripetuta nel tempo. Il merito è da attribuire a Goethe, celebre autore tedesco che nel febbraio del 1787 visitò Napoli e si innamorò di tutto: paesaggio, natura e architettura. Goethe scrisse molteplici versi per elogiare l'incanto partenopeo.

"Da quanto si dica, si narri o si dipinga, Napoli supera tutto. Io scuso tutti coloro ai quali la vista di Napoli fa perdere i sensi". Tornato in Germania, insofferente per aver lasciato tale posto, volle consigliare a tutti di visitarlo almeno una volta nella vita. Oltre alla cartolina che Napoli propone attraverso le sue bellezze paesaggistiche e naturalistiche, l'uomo rimase sorpreso dal singolare modo di vivere delle persone: leggero, profumato e sempre appassionato. Al capoluogo partenopeo Goethe ha dedicato un'opera: un diario in cui ha annotato tutti i suoi pensieri e le sue sensazioni circa il soggiorno napoletano e soprattutto, la tristezza e la nostalgia una volta rientrato nella sua patria, lontanissima in tutto e per tutto da Napoli.

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