mercoledì, Agosto 17, 2022
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Civitanova Marche, parla la famiglia dell'uomo ucciso: "Non bastano le scuse"

Il terribile omicidio avvenuto pochissimi giorni fa a Civitanova Marche ha scioccato davvero tutti. Ora a parlare è la moglie del povero Alika Ogorchukwu, massacrato di botte senza che nessuno abbia alzato un dito per salvarlo. Vediamo cosa ha detto

La brutalità con cui è stato assalito e ucciso il povero Alika ha davvero dell’incredibile. A quella, poi, si aggiunga l’indifferenza generale dei passanti che hanno assistito alla scena limitandosi a filmare quanto stava accadendo. Stando a quanto ha dichiarato  il dirigente della squadra Mobile di Macerata, Matteo Luconi, a scatenare l’ira dell’assassino sarebbe stata un richiesta d’elemosina che il mendicante africano aveva rivolto alla sua compagna. Pare, infatti, che Alika abbia preso per un braccio la donna, come lei stessa racconta. Dopo essersi allontanata insieme al suo compagno, Filippo Ferlazzo, la ragazza è entrata in un negozio di abbigliamento mentre il suo ragazzo avrebbe raggiunto Ogorchukwu per picchiarlo brutalmente.

Grazie a diverse telecamere di sorveglianza, poi, è stato facile ricostruire la dinamica dell’ aggressione. Il Ferlazzo, infatti, ha sottratto la stampella al mendicante africano e avrebbe continuato a percuoterlo fino ad infliggergli un colpo fatale. Ad osservare quanto stava accadendo, inoltre, diverse persone che fra la paura, la pavidità e lo sgomento non hanno mosso un muscolo per aiutare il povero Alika. Sembra proprio, dunque, che una reazione del genere possa essere attribuibile soltanto ad uno squilibrio mentale di considerevole entità. Il Ferlazzo, infatti, ha avuto diversi problemi di instabilità psichica in passato e sulla sua condotta avrebbe dovuto vigilare un tutore.

Le dichiarazioni della famiglia di Alika

Il legale della famiglia dell’Ogorchukwu ha dichiarato che le responsabilità dell’accaduto sono da attribuire, con ogni probabilità, alla madre del Ferlazzo. Lei, infatti, era la tutrice designata per controllore che Filippo non incorresse in tracolli psichici del genere. A quanto pare, invece, passeggiava liberamente per le strade di Civitanova Marche senza nessuna custodia. In molti, oltretutto, sapevano del particolare stato in cui riversava il Ferlazzo e diversi sembra siano stati gli episodi in cui ha dato prova di essere un soggetto che necessitava di continue attenzioni. Ricordiamo, infatti, che le sue azioni hanno reso vedova una donna e orfani ben due bambini. Ci chiediamo, dunque, se le attuali forme di tutela dei malati psichiatrici siano efficaci o, quantomeno, sufficienti. Ogni volta che leggiamo di casi simili, però, ne dubitiamo sempre di più.

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