venerdì, Agosto 12, 2022
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Vi ricordate Francesco Schettino, l'autore della strage della Costa Concordia? Ecco come si è ridotto oggi

Vi ricordate di Francesco Schettino, il capitano responsabile di uno dei naufragi più drammatici della storia italiana? Nessuno può infatti dimenticare l’immane tragedia avvenuta il 13 gennaio 2012 ed è impossibile che una strage del genere possa sparire facilmente dalla nostra memoria. È da diverso tempo, però, che non abbiamo più sue notizie e gli auguriamo, nonostante tutto, che stia bene e in buona salute. Schettino, infatti, ha subito una pena di 16 anni di reclusione e sappiamo benissimo che, anche se la strage di 32 persone è stata di portata incalcolabile, non deve essere stato facile ascoltare il verdetto del giudice.

Il 13 gennaio 2012, alle 21 e 45, Francesco Schettino ha avuto l’ardire di spingersi oscenamente vicino alle coste dell’Isola del Giglio e, in conseguenza del suo sconsiderato comportamento, colpì gli scogli delle Scole con la carena della nave da crociera Costa Concordia, causando uno squarcio a babordo di  oltre 65 metri. Da quel momento in poi, purtroppo, il resto è storia e possiamo solo immaginare quanto terribile possa essere stata la dipartita dei 32 poveri turisti. Tristemente memorabile, poi, rimane nell'immaginario di tutti il suo rifiuto di risalire a bordo dopo l’impatto, adducendo scuse sulla scarsa visibilità.

Oltre alle terribili conseguenze del suo gesto, infatti, Schettino è riuscito ad imprimersi nell’immaginario collettivo anche come codardo e, nonostante la gravità di quello che ha compiuto, crediamo che poca ipocrisia vada adoperata per analizzare la vicenda dato che, in momenti di panico e smarrimento come quelli, in molti si sarebbero comportati come e forse peggio Francesco. Ciò non sia, però, interpretato come la volontà di giustificarlo. Qualsiasi uomo che voglia definirsi tale, non abbandonerebbe mai i propri cari nel mezzo di un terribile naufragio. Che poi questo sia stato compiuto dal capitano della nave, per giunta responsabile in prima persona del naufragio stesso, è davvero inqualificabile e ci uniamo alle celebri parole del comandante De Falco:“Salga a bordo, caz*o!”

Oggi Schettino sconta la sua lunga pena nel carcere di Rebibbia e quello che si sa su di lui è che il suo comportamento attuale sembra sia davvero esemplare. Ricordiamo, oltretutto, che il reo reca con sé una bottiglietta di acqua di mare per non sentirne la mancanza e la cosa, comunque, riesce a commuoverci un po'. Sperando, allora, che si sia ravveduto, attendiamo fra molti anni la sua uscita di prigione augurandoci che abbia riflettuto adeguatamente sui suoi incalcolabili sbagli.

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