domenica, Luglio 3, 2022
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È morto Ciriaco De Mita, il simbolo della Prima Repubblica

Ciriaco De Mita, ex presidente del Consiglio e segretario della Dc, è morto oggi, a 94 anni. Negli ultimi tempi era il sindaco di Nusco (in provincia di Avellino), il paese dell`Irpinia dove era nato nel 1928. L’uomo era stato sottoposto lo scorso febbraio a un‘operazione chirurgica per la frattura del femore, sembrerebbe per una caduta i avvenuta nella sua dimora. Si trovava attualmente nella casa di cura Villa dei Pini, nella quale stava seguendo il necessario percorso di riabilitazione per rimettersi in sesto. Ripercorriamo però un po’ di storia dietro questo grande protagonista della Prima Repubblica. Nel 1963 fu eletto per la prima volta alla Camera e vi rimase per 30 anni di fila. Nel 1969 diventò vicesegretario della Dc mentre il 6 maggio 1982 ne divenne segretario. Durò sette anni come leader del partito, fino al 1989. Sette anni intensi considerando che per un anno fu pure capo del governo e diverse volte ministro e parlamentare europeo. Da otto anni era sindaco di Nusco, eletto con l'Unione di centro.

Al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lo legava un'amicizia decennale e dal Quirinale, aveva dichiarato la figlia Antonia, era arrivata una telefonata dopo l’intervento, a febbraio, per la frattura del femore. E non mancavano le chiamate ai compleanni, puntuali tutti gli anni. Non molto tempo fa aveva discusso di politica internazionale insieme a Papa Francesco. Tuttavia, si dice che il confronto fra i due fosse stato più profondo, toccando anche temi personali, ovvero i percorsi religiosi, umani e, naturalmente, politici. Pure a 88 anni la sua verve non si è mai spenta: basti pensare al duello televisivo con l’allora premier Renzi. Uno scontro nel quale ci furuno frecciate anche personali. Sino alla rivendicazione orgogliosa della propria vicenda: "Io sono nato e morirò Dc mentre tu non so cosa sei", asserì De Mita alla volta di Renzi. La storia politica di Ciriaco è stata legata infatti da subito alla Dc: divenne segretario del partito dal 1982 al 1989, anno dell'ultimo congresso nazionale, e restò presidente fino al 1992. Oltre a ciò dal 1988 al 1989, assunse la carica di presidente del Consiglio.

Con una laurea in giurisprudenza ottenuta presso l’università del Sacro Cuore di Milano, prestò servizio all'Eni di Enrico Mattei. Poi, nel 1956 arriva la prima volta dentro la Dc e nel 1963 la prima elezione da deputato. Il primo incarico come sottosegretario è datato 1968 per il governo di Mariano Rumor. L'ultimo ruolo di livello nazionale, in seguito al periodo di Tangentopoli dal quale venne fuori, tra i pochi politici maggiormente noti, “pulito”, fu quello di presidente della celebre seconda bicamerale per le riforme costituzionali a cavallo fra il 1992 e il 1993. Fu eletto con l’Ulivo nel 2001 e nel 2006, prima nella Margherita e poi nel Pd, per successivamente arrivare nell'Unione di centro. Ancora un mandato, dopo il primo, per la sua Nusco: scelse di ricandidarsi in extremis annunciando di essere guidato dalla necessità di "combattere la stupidità", "sono stordito dal trionfo della stupidità in politica. Si insegue l'evento senza comprenderne le ragioni. Mi riferisco in particolare alla Lega e ai 5 Stelle".Con il 60% di consensi, ottenne la vittoria.

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