martedì, Luglio 5, 2022
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Jacobs e Tamberi fuori dagli Oscar dell'Atletica: l'esclusione ingiustificata dell'Italia

La Federazione Mondiale per l'atletica leggera ha escluso dai Word Athletics i due fuoriclasse italiani ingiustificatamente

E' di poche ore fa la notizia sconvolgente che non vede la partecipazione dell'Italia ai World Athletics, il concorso indetto dalla Federazione Mondiale per l'atletica leggera in cui sarà possibile votare l'atleta che può diventare il Campione Mondiale del 2021. Nessuno dei due, né Marcell JacobsGianmarco Tamberi, sono stati inclusi nell'elenco su cui esprime la propria preferenza e già sul web si parla di complotto da parte di Sebastian Coe.

Sembra che le imprese da record compiute dai due atleti italiani alle Olimpiadi di Tokio 2020 non siano bastate a rientrare in questo folto elenco, la cui selezione internazionale guidata dalla federazione con a capo Sebastian Coe (ex mezzofondista ora dirigente sportivo inglese): "la giuria internazionale di atletica leggera, composta da rappresentanti di tutte e sei le aree continentali."

Marcell Jacobs ha distrutto il record europeo dei 100 metri con un 9''80,  battendo l'americano Fred Kerley (9''84) e il canadese Andre De Grasse (9''89) e portando un' altra Medaglia d'Oro all'Italia in una disciplina in cui non si era mai vista e, forse, nemmeno sperata. Gianmarco 'Gimbo'  Tamberi ha conquistato la Medaglia d'Oro nel Salto in alto insieme a Mutaz Essa Barshim, il primo italiano ad ottenere la Diamond Leage.

E' proprio Gimbo a rispondere a questa esclusione, sereno e garbato, ma mettendo un punto alle polemiche che imperversano sul web e ai milioni di italiani arrabbiati da questa estromissione dagli Oscar dell'Atletica leggera,  Così si esprime Gianmarco Tamberi: "Quello che conta sono i risultati che io e Marcell abbiamo ottenuto a Toyo. I premi vanno e vengono, le medaglie d'oro restano e sono a casa con noi."

A commentare la decisione della giuria internazionale anche Stefano Mei (il Presidente della Fidal): "Prendiamo atto della scelta della giuria, che abbraccia i sei continenti, ma si tratta di un giudizio per un premio importante. Personalmente mi preoccupo dei risultati in pista, non delle onorificenze: sono altre le cose importanti. Io sono sempre stato un atleta leale, spero che lo siano tutti. Detto questo, non penso a un complotto. Chiamerò Coe? Vedremo nei prossimi giorni, ci ragioneremo e di certo non metteremo su per questo un'unità di crisi. "

 

 

 

 

 

 

 

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