giovedì, Ottobre 28, 2021
HomePersonaggiLello Arena racconta l'amicizia storica: "Troisi è un universo gigantesco"

Lello Arena racconta l'amicizia storica: "Troisi è un universo gigantesco"

All'uscita del nuovo libro dell'attore napoletano, Lello Arena racconta tutta la verità sull'amicizia con Massimo Troisi

A quasi trent'anni dalla prematura scomparsa di Massimo Troisi, uno dei suoi più cari amici, Lello Arena ha deciso di raccontare tutti gli aneddoti della loro amicizia, fin dall' giovinezza passata a Napoli, per  giungere agli esordi al teatro e il grande successo al cinema. Tutto è racchiuso in un libro intitolato 'C'era una volta' (la fiaba un po' storta di un incontro incredibile).

Il racconto pieno di sorrisi e ricordi, comincia nella parrocchia di Sant'Anna nel 1973, durante una recita parrocchiale e descrive la storia di due uomini, amici sin da adolescenti con una passione in comune che sarebbe diventata la loro fortuna, ma anche dell'allontanamento a causa di un' incomprensione. Arena porta per mano in un viaggio nel genio comico di Troisi ("L'unico a non capire che era Troisi era proprio lui! ") con una nota di amarezza.

In un'intervista all'ANSA Lello Arena dice: " Era un atto necessario, per chiarezza. Racconto quello che mi ricordo io, ce ne vorrebbe un altro fatto fa Enzo Decaro ad esempio. Troisi è un universo gigantesco, una persona unica, straordinaria nel senso letterale della parola, intransigente a livelli inimmaginabili. Quando vivevamo insieme a Roma era un bene per tutti che si alzasse alle 14 perché una giornata intera con le sue invenzioni, idee, fughe in avanti sarebbe stata impossibile da gestire."

Tra un aneddoto e l'altro parla anche dell'allontanamento: "Ci fu un periodo di rottura sul set di un film "Le vie del Signore sono finite". Dovevo interpretare un personaggio, un paralitico, poi affidato ad un altro attore. Ne avrei dovuto fare un altro, ma la troupe insisteva che dovevo fare proprio quello e Massimo credette che fossi io a insistere per il ruolo, che tramassi alle sue spalle. Non era vero."

Per sette anni c'è stato il silenzio tra loro, anni in cui nessun gesto venne fatto per risolvere l'incomprensione passata, quando la riconciliazione avvenne, il peso degli anni persi fu doloroso: "Quando è morto ho giurato a me stesso di fare qualunque cosa per ricordarlo, essere testimone: ho avuto la fortuna di incrociare la sua luce e ne sono eternamente grato."

LEGGI ANCHE...