sabato, Maggio 28, 2022
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Fabiola Sciabbarrasi e l'amore per Pino Daniele: "Massimo Troisi è stato il nostro cupido"

L'indimenticabile storia d'amore di Pino Daniele e sua moglie Fabiola: il primo incontro a casa di Massimo Troisi

Dopo molto tempo dalla morte di Pino Daniele, sua moglie, Fabiola Sciabbarrasi confida alle telecamere di 'Dedicato' (la trasmissione di Serena Autieri sulla Rai) tutto il proprio amore per Pino Daniele, del loro primissimo incontro a casa di Massimo Troisi, ma anche delle difficoltà che l'artista ha riscontrato nel rapporto con la propria città, Napoli, dell'esigenza di esprimere se stesso attraverso la musica.

Ieri, 27 Luglio, l'intervento di Fabiola ha lasciato tutti con le lacrime agli occhi: l'espressione di un'amore eterno che non si consuma nemmeno con la morte e i ricordi che hanno accompagnato la storia artistica e umana di Pino Daniele. Fabiola ha voluto sottolineare il rapporto di Pino Daniele con la musica: "Comunicare attraverso la musica era la sua linfa vitale. Era proprio il suo dono speciale, era ciò che gli riusciva meglio. Quando l'ho conosciuto, per lui scrivere era imprescindibile come l'aria."

Ma si sofferma anche sul rapporto controverso che l'artista partenopeo, indimenticabile per tutti ma soprattutto per i napoletani, aveva con la sua città: "Era un po' come i grandi amori che, per viverli a pieno, devi viverli a distanza. Pino è stato un contestatore, che ha raccontato la sua terra con tutti i suoi pregi e tutti i suoi difetti."

Si lascia andare Fabiola, al ricordo del primo incontro avvenuto a casa del grande attore, Massimo Troisi: "E' stato il nostro cupido. Era un amico comune, mi invitò a casa sua nel corso di una serata tra amici a cui io non avrei dovuto partecipare." Quello è stato il trampolino di lancio per un amore infinito che ancora vive nel cuore di Fabiola.

La mancanza dell'artista però si riversa nel cuore della sua compagna, come un dolore immenso: "Oggi, quando penso a Pino, penso all'uomo più importante della mia vita, al padre dei miei figli. Penso all'uomo che mi ha fatto crescere. la sua è un'assenza potente, è un silenzio assordante. Il ricordo diventa salvifico quando ne parli, quando ne sei fuori."

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