Primo farmaco contro l’Alzheimer: c’è anche un luminare del Sud tra i protagonisti della scoperta

Si tratta del primo farmaco approvato dalla Food and Drug Administration dopo vent'anni di ricerca: la nuova terapia agirebbe in modo specifico contro il processo degenerativo della malattia

Il professor Giancarlo Logroscino (Foto Facebook Francesco La Notte - Consigliere Regionale)


C’è anche il duro lavoro e la grande dedizione di un team di medici e ricercatori pugliesi dietro l’approvazione da parte della Food and Drug Administration statunitense del primo farmaco per l’Alzheimer. Un farmaco che, approvato dopo vent’anni di ricerca, sembra poter aiutare i malati, agendo in modo specifico nel contrasto al processo degenerativo della malattia. Non è ancora certa la possibilità di guarigione, ma certamente questa scoperta rappresenta un passo avanti nella cura della malattia.

A questa importantissima ricerca ha contribuito in maniera determinante l’equipe del professore Giancarlo Logroscino, luminare barese della Neurologia e Direttore del Centro Malattie Neurodegenerative di Tricase, centro innovativo di sperimentazione e ricerca. Dopo un lungo trascorso come professore ad Harvard, Logroscino ha scelto di tornare nella sua terra, la Puglia, proponendo a Tricase il modello di Centro avanzato per la diagnosi precoce delle malattie neurodegenerative.

“C’è anche un pezzo importante di Puglia che ha contribuito attivamente a questa complessa sperimentazione – ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità Pier Luigi LopalcoSi tratta di un primo farmaco dopo vent’anni di ricerca che sembra poter aiutare i malati, agendo in modo specifico nel contrasto al processo degenerativo della malattia e che non si limita ad aggredire i sintomi della demenza. A questa ricerca ha contribuito in maniera determinante l’equipe del professore Giancarlo Logroscino, luminare della Neurologia e Direttore del Centro Malattie Neurodegenerative di Tricase, centro innovativo di sperimentazione e ricerca.

Al professor Logroscino e alla sue equipe vanno i complimenti e l’incoraggiamento dell’intera comunità pugliese. La crescita delle conoscenze, soprattutto in ambito medico, è sempre stata vettore di sviluppo e oggi forse lo è più che in ogni altro momento della storia. Come amministrazione regionale vogliamo fortemente creare in Puglia un ambiente fertile per la ricerca biomedica, per facilitare il lavoro di professionalità di così alto livello, ha concluso Lopalco.

Il farmaco approvato dalla Food and Drug Administration si chiama aducanumab, ed è un anticorpo monoclonale messo a punto da Biogen, società americana di biotecnologie con sede a Cambridge. Secondo l’ente statunitense, che ha chiesto un altro test clinico del farmaco, questo trattamento sarebbe efficace per rallentare il decorso della malattia. La terapia consiste in una iniezione al mese per via endovenosa che contribuirebbe a frenare il declino cognitivo dei pazienti che si trovano nello stadio iniziale dell’Alzheimer. Per questo importante traguardo in tutto il mondo sono stati coinvolti 220 centri di cui il 60% in Usa e Canada. Tra i 14 centri italiani coinvolti c’è il Centro per le Malattie Neurodegenerative e l’Invecchiamento Cerebrale dell’Università di Bari presso l’AO Pia Fond.

Giancarlo Logroscino, professore ordinario dell’ateneo barese coinvolto nella ricerca che potrebbe rivoluzionare la lotta all’Alzheimer, ha dichiarato: “L’esperienza del Centro di Tricase fortemente voluto da Regione Puglia e dall’Università di Bari, è la prova di come la ricerca di qualità e l’eccellenza scientifica possa essere fatta anche nella Regione Puglia e in posti considerati ‘fuori dai grandi flussi’ di finanziamenti come le grandi città metropolitane del nord Italia e del nord Europa. Il lavoro del nostro Centro ha interessato negli anni diversi ricercatori molto giovani e molti pazienti. A loro dobbiamo questo grande risultato che speriamo possa essere portato in Europa con l’approvazione dell’Ema dopo un ulteriore round di giudizio presso l’Agenzia Europea”.