E’ meridionale l’architetto protagonista della Biennale di Architettura: “Il futuro comincia da Sud”

Sceglie come simbolo architettonico un enorme albero delle sue terre, per un nuovo modo di abitare e costruire partendo dalle origini

Foto Facebook Consuelo Nava


Dopo essere stata ospite nel 2013 alla Biennale di Architettura, l’architetto calabrese Consuelo Nava, torna alla manifestazione a capo del padiglione italiano, con un progetto eco-sostenibile innovativo dall’emblema molto particolare: un enorme ulivo della sua terra d’origine, simbolo di un’ architettura che parte dal Sud, con nuovi modi di abitare e costruire che affondano le proprie radici nella resilienza.

Dal 2013 Consuelo Nava è componente dell’Advisor Board e curatrice della sezione ‘S2 Home Digital/ Human: effeort in transition‘, che mette al centro il tema del cambiamento climatico e della sostenibilità dei nuovi nuclei abitativi e non solo. Nello specifico il progetto si occupa dell’architettura resiliente che sia capace di sfidare e adattarsi al cambiamento climatico, trasformando l’assetto urbano esistente.

L’architetto, docente all’Università Mediterranea ed esperta riconosciuta a livello internazionale per l’architettura resiliente, dichiara in un’intervista alla Gazzetta del Sud: “Il nostro territorio, il Sud e la Calabria in particolare, ha risorse naturali capaci di caratterizzare luoghi e paesaggi e anche la qualità della vita delle comunità. Ma ha sistemi ambientali di rete molto fragili. Occorrerebbe, con una visione strategica e fortemente operativa, trasformare il nostro ambiente, per farlo diventare più sicuro e vivibile, mentre lo si rende produttivo e mantenuto con attenzione. Il degrado demografico della nostra regione non aiuta, i territori più resilienti sono quelli in cui gli abitanti possono prendersene cura e investire.

Nava insiste su quanto le sue ricerche siano basate sulle terre del meridione, su quanto queste devono considerarsi il fulcro del cambiamento mondiale e che gli studi e le analisi da lei compiute possano essere applicate a qualsiasi parte del globo: “L’obiettivo è l’architettura resiliente per comunità in transizione, una sostenibilità ambientale realizzata con sperimentazioni, che investono le filiere produttive del manufacturing avanzato da attivare in esperienze imprenditoriali. Abbiamo pensato alla possibilità di realizzare distretti energetici e ambientali, capaci di essere circolari e a basso impatto ambientale.