Al Sud la città fondata dal figlio di Venere: un santuario a cielo aperto con giardini da favola!

E' uno dei panorami più belli e romantici dell'intero paese, che abbraccia l'orizzonte in tutta la sua interezza

Foto Facebook Imagina - Castello di Venere, Giardini del Balio

Sulla cima del Monte Erice, l’altura nella provincia di Trapani in Sicilia, si erge un castello molto antico, il Castello di Venere, i cui giardini e il panorama mozzafiato sono considerati tra i più belli al mondo: in un solo colpo d’occhio è possibile ammirare una moltitudine di colori, dal verde delle montagne, al blu intenso delle acque del Mediterraneo e lontano, verso l’orizzonte, l’isola di Pantelleria.

La storia di questo luogo è da rintracciate nell’antichità più profonda, con le prime popolazioni che vi si stanziarono nella preistoria, passando alla leggenda del figlio devoto di Afrodite, Erice, che vi fondò la città e il Santuario a cielo aperto, finendo con il genio del Conte Agostino Pepoli che portò questo territorio al suo massimo splendore.

Il castello di Venere

Si narra che Erice, figlio di Bute e Afrodite, si fosse stabilito sui monti che presero il suo nome e vi edificò un grande santuario dedicato a sua madre; con l’arrivo dei romani il luogo sacro divenne un piccolo edificio dedicato al culto di Venere: le sacerdotesse del tempio erano dedite alla prostituzione come via di preghiera e con la promessa di sensualità e passione attirarono innumerevoli marinai.

Il maniero vero e proprio venne edificato al tempo dei Normanni, che attraverso opere di architettura militare mirate, lo resero del tutto inespugnabile: costruirono un ponte levatoio, l’unica via d’accesso alla struttura ed aggiunsero all’imponente edificio anche delle torri difensive (successivamente chiamate ‘Torri del Balio‘). La fortificazione nel corso dei secoli ha ospitato moltissimi rappresentanti del re, chiamati ‘Bajulo‘, che amministravano la giustizia, le tasse, le carceri ed avevano l’obbligo di manutenzione del maniero.

I Giardini del Balio

Dopo un lungo periodo, in cui il Castello di Venere e il territorio circostante venne abbandonato, il Conte Agostino Pepoli riuscì ad ottenerne la proprietà, promettendo all’amministrazione territoriale di bonificare e restaurare l’intera area a sue spese. Nell’Ottocento l’intero edificio venne ricostruito, completo di cortina merlata e torre pentagonale, con l’aggiunta, voluta esclusivamente da Conte Pepoli, di un meraviglioso giardino ‘all’inglese’ aperto al pubblico.