Intervento straordinario al Sud: asportato tumore cerebrale a una giovane paziente con tecnica 3D

La paziente 29enne è stata trattata con una strumentazione di ultima generazione che consente un approccio fortemente mini invasivo grazie a una tecnologia di elevata precisione

Foto Facebook Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico 'Paolo Giaccone'

Nuovo straordinario intervento al Sud. Nei giorni scorsi è tornata a casa, dopo una delicata operazione per l’asportazione di un tumore cerebrale, una giovane donna di 29 anni, trattata con una strumentazione di ultima generazione che consente un approccio fortemente mini invasivo grazie a una tecnologia di elevata precisione. E’ successo al reparto di Neurochirurgia del Policlinico di Palermo. Si tratta dell’esoscopio ed endoscopio 3D: strumenti che, integrando l’apporto del microscopio operatorio, segnano un cambio epocale potenziando ulteriormente il livello di precisione e assicurando al tempo stesso al paziente un intervento meno invasivo e con tempi di degenza ridotti.

Come riporta una nota dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico ‘Paolo Giaccone’, la rivoluzione digitale dell’esoscopio, infatti, impone un cambio al tradizionale setting di sala operatoria: a luci spente i neurochirurghi operano indossando occhiali 3D e visualizzano il campo operatorio mediante particolari monitor collegati a un sistema di visione 4K innovativo e ad altissima definizione. Le immagini operatorie sono trasmesse dalla speciale camera dell’esoscopio in tempo reale su monitor dedicati: questa nuova tecnologia consente di ottenere un ingrandimento di qualità paragonabile a quello del tradizionale microscopio operatorio, implementando altresì l’ampiezza, la luminosità, il dettaglio e il senso di profondità nella visualizzazione del campo chirurgico.

L’ esperienza operatoria è dunque simile a quella della realtà aumentata, con una vivida e diretta contezza delle strutture anatomiche e, al contempo, mantenendo i riferimenti spaziali con gli altri componenti dell’equipe, dal momento che si tratta di una modalità operatoria che “isola” meno il chirurgo operatore rispetto a quanto non avvenga con il microscopio e che al tempo stesso gli consente di assumere una postura diversa, più comoda anche per favorire la ripresa di altre attività.

“Si tratta di un ulteriore passo avanti nella crescita assistenziale e tecnologica della nostra Neurochirurgia – afferma il Direttore della Struttura Prof Domenico Gerardo Iacopino – Un’acquisizione, frutto della lungimiranza dei vertici aziendali ed in particolar modo del Commissario Straordinario dell’AOU Alessandro Caltagirone, che ci consente di tenere il passo con i principali centri di Neurochirurgia nazionali ed internazionali per offrire ai nostri pazienti un’assistenza sempre più specialistica, in linea con i più alti standard di cura internazionali”.