Partita la sperimentazione al Sud del vaccino italiano, Ascierto: “Efficace contro le varianti”

Gli studi per sviluppare il vaccino italiano sono partiti un anno fa, con il Pascale di Napoli in prima linea grazie all'equipe di Paolo Ascierto

Foto Facebook Paolo Ascierto


Giovedì 1° Aprile all’Istituto Tumori Pascale di Napoli è partita la somministrazione del vaccino italiano anti-Covid prodotto da Takis. Si tratta di un vaccino completamente made in Italy realizzato da tre centri sanitari all’avanguardia del nostro Paese: uno del Nord, il San Gerardo di Monza, uno del centro, lo Spallanzani di Roma, e uno del Sud, il Pascale di Napoli. Nei tre ospedali italiani è partita la prima fase della sperimentazione del vaccino, che coinvolgerà 80 volontari sani divisi in 4 gruppi con dosi diverse somministrate con o senza richiamo, mentre nella fase 2 si raggiungeranno fino a 240 soggetti.

Takis di Castello Romano (Roma) è una società biotech specializzata nei vaccini di tipo genetico. Questo prodotto dalla società romana è il secondo vaccino sperimentato in Italia contro il Covid-19, dopo quello di Reithera. Gli studi per sviluppare il vaccino sono partiti un anno fa, con il Pascale di Napoli in prima linea grazie all’equipe di Paolo Ascierto. Ora che il vaccino Takis è pronto, l’oncologo partenopeo sta selezionando da un mese volontari, tutti soggetti sani, dai 18 ai 60 anni d’età.

Giovedì mattina un giovane di 26 anni, Alessandro Esposito, informatico di Napoli, è stato il primo a scegliere volontariamente di sottoporsi al vaccino made in Italy: i candidati alla sperimentazione, prima dell’inoculazione del siero, vengono sottoposti a prelievi di sangue e visite mediche. Dopo l’iniezione del vaccino rimangono in osservazione in ospedale per quattro ore.

“Il Pascale avrà un ruolo determinante nell’espansione del numero di soggetti per ciascuna dose, al fine di consolidare i dati – ha dichiarato al quotidiano Il Riformista Paolo Ascierto – Tra l’altro il vaccino a Dna può essere facilmente e velocemente modificato a tenere conto delle varianti del virus che stanno diventando prevalenti o che si dovessero manifestare in futuro. E’ un vaccino italiano che dal punto di vista scientifico e razionale ha tutte le premesse per essere una nuova arma per sconfiggere il Covid”.

A differenza di altri vaccini già disponibili, a Rna messaggero o a vettore virale, Covid-eVax è un vaccino a Dna: può essere facilmente modificato in laboratorio e non necessita di temperature particolari per la conservazione o il trasporto. Per le sue caratteristiche il vaccino potrebbe già funzionare bene già al primo ciclo. “Siamo molto orgogliosi – aggiunge il direttore generale del Pascale, Attilio Bianchi di coordinare questa ricerca sul vaccino italiano. E’ il riconoscimento della qualità e dell’affidabilità dei nostri sistemi di ricerca che mettiamo ogni giorno a servizio dei nostri pazienti”.