Sconfigge il Covid a 100 anni e scopre di essere ricca: “Farò tanta beneficenza”

Il titolo rinvenuto in casa dalla centenaria risale al 24 ottobre del 1986 ed è stato emesso dal padre con la propria liquidazione: il suo valore nominale è di 50 milioni di lire, pari a 482 mila euro

Modello di buono postale fruttifero da 50 milioni di lire (Fonte: ebay)


Sconfigge il Covid a 100 anni e scopre di essere ricca. E’ la storia a lieto fine di una donna napoletana, Angela D’Ottavi: durante l’isolamento domiciliare a causa della malattia, l’anziana, nubile e senza figli, ha scoperto tra le mura domestiche un buono postale fruttifero degli anni Ottanta. Il titolo rinvenuto in casa dalla centenaria partenopea risale al 24 ottobre del 1986 ed è stato emesso dal padre, oggi defunto, con la propria liquidazione. Il suo valore nominale è di 50 milioni di lire, pari a 482 mila euro.

L’incredibile storia della signora Angela è stata raccontata dal quotidiano “Il Mattino”. Tutto è cominciato il novembre scorso, quando la centenaria, nata e vissuta nel centro storico di Napoli, ha scoperto di essere affetta dal Coronavirus, fortunatamente in forma lieve. Costretta alla quarantena, la donna ha approfittato di quel tempo per riordinare alla perfezione cassetti e armadi della sua dimora, ed è proprio così che è arrivata la sorpresa inaspettata.

“Questi soldi serviranno per fare tanta beneficenza”, racconta Angela, da sempre generosa e solidale nei confronti dei più bisognosi: “La felicità sarà poter aiutare ancora di più gli altri”, spiega la donna che ora oggi vive con una badante. Dopo la straordinaria scoperta, l’anziana ha deciso di riscuotere il titolo chiedendo aiuto al suo amministratore di sostegno, ma mai avrebbe immaginato che potesse trattarsi di una somma così cospicua.

“Il buono fruttifero rinvenuto da Angela le era stato fatto dal padre con la propria liquidazione e aveva un valore nominale di 50 milioni di lire – spiegano al Mattino gli avvocati Luigi Rossi e Samantha Faiella, intervenuti con l’associazione Giustitalia – perché l’importo a cui aveva diritto l’anziana, era molto di più di quello stabilito in un primo momento da Poste italiane”.

In un primo momento la centenaria, insieme al suo amministratore di sostegno, si era rivolta ad un ente associativo per il rimborso del buono che aveva effettuato un calcolo a “ribasso” equivalente a poco più di 200 mila euro. “In realtà ad un esame più attento della giurisprudenza di merito e delle recenti decisioni dell’Arbitrato Bancario finanziario – specificano i legali – è emerso che l’importo dovuto era più del doppio di quello prospettato dalle Poste Italiane”. Così Angela ha deciso di agire legalmente per la riscossione dell’intera somma di denaro che devolverà in gran parte in beneficenza.