Ponte sullo Stretto, Webuild: “Pronti a partire, l’opera darebbe lavoro a oltre 100 mila persone”

L'amministratore delegato di Webuild ha confermato tutto il suo impegno per realizzare la grande opera: l'idea sarebbe quella di partire subito da un progetto già pronto

Foto Facebook Ponte sullo Stretto di Messina

Il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina continua a far discutere dopo la sua esclusione dal Recovery Plan. L’amministratore delegato di Webuild, Pietro Salini, ha confermato tutto il suo impegno per realizzare la grande opera con queste parole: “E’ l’unico progetto che può partire nel Sud. Un progetto che abbiamo in portafoglio e siamo pronti a partire subito e a creare nuova occupazione nel Sud per ottimizzare il collegamento delle linee ad Alta Velocità da Napoli fino alla Sicilia”.

“E’ impossibile immaginare un treno ad Alta Velocità che si deve fermare a Reggio Calabria per proseguire in traghetto fino a Messina – ha aggiunto Salini – Inoltre l’opera potrebbe dare lavoro a oltre 100 mila persone. WeBuild, insieme a Impregilo, ha acquistato il progetto di Eurolink per il Ponte sullo Stretto nel 2003 e poi accantonato dal governo Monti: il costo stimato è di circa 8,56 miliardi.

Partire dal progetto già pronto del Ponte sullo Stretto di Messina, cantierabile in alcuni mesi, mettendo in campo un’infrastruttura sostenibile e strategica per la ripresa economica e occupazionale del Sud Italia“: è quanto ribadito nella mattinata di martedì 23 marzo, in una videoconferenza tra l’assessore alle Infrastrutture della Regione Siciliana, Marco Falcone, l’assessore alle Infrastrutture della Regione Calabria, Mimma Catalfamo e il gruppo multinazionale italiano che opera nel settore delle costruzioni e dell’ingegneria Webuild.

“Abbiamo voluto questo incontro – spiega Falcone – perché vogliamo presentarci a Roma e a Bruxelles con le idee chiare, dai dettagli del progetto fino alle esigenze per la conclusione dell’iter di autorizzazione per l’avvio delle attività. L’analisi tecnica che abbiamo condotto dimostra, ancora una volta, che la chiave per il Ponte è la volontà politica del governo nazionale. Esiste infatti un percorso procedurale già avviato e poi sospeso che, oggi, può essere riattivato in tempi celeri per evitare di partire da zero.

Il primo passaggio dovrebbe essere l’abrogazione della norma che definanzia l’opera, accompagnata dalla nomina di un Commissario straordinario. A seguire – aggiunge Falcone – andrebbe revocata la liquidazione della Società Stretto di Messina Spa. Ci sono anche i tempi per non perdere l’occasione del Recovery Plan, e farlo rientrare nel piano come auspicato dal governo Musumeci.