L’inspiegabile scomparsa del genio meridionale della Fisica: la storia

Il giallo mai risolto a più di ottant'anni dalla notizia della misteriosa sparizione di uno dei geni indiscussi della fisica

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Nato il 5 Agosto del 1906 a Catania in Sicilia, Ettore Majorana è stato uno dei più grandi scienziati della storia, fin da piccolo le sue straordinarie doti di matematico vennero alla luce perfezionando il suo talento sotto la direzione di Enrico Fermi, laureandosi con il massimo dei voti in Fisica Teorica. La storia di questo illustre personaggio, negli anni della ricerca sul nucleare, si ferma improvvisamente, trascinata in una spirale di mistero.

Il 17 Luglio del 1938, a soli 32 anni, Ettore Majorana una delle più acute menti del XX secolo, paragonato da Enrico Fermi a Newton e Galilei, sparì nel nulla. Le ultime notizie su di lui risalivano al 26 Marzo, quando comunicò ad un collega di l’intenzione di recarsi da Palermo a Napoli attraverso un viaggio in mare. Da quel momento in poi l’uomo sparì, non si seppe mai se avesse davvero preso il traghetto per Napoli, se invece vi sbarcò e fece perdere le sue tracce, se addirittura fosse stato assassinato o abbia egli stesso posto fine alla sua esistenza.

Majorana era descritto come un uomo taciturno e molto riservato, innamorato della matematica e con un’innata abilità di calcolo invidiata da tutti. Le ipotesi sulla sua sparizione sono molteplici e tutte sono le possibili trame di un giallo senza soluzione. Nel 1933 Ettore si recò a Lipsia, nella Germania nazista, per collaborare con Werner Heisenberg, tornato a Roma il suo comportamento era più riservato e nervoso del solito, come testimonia lo scrittore Leonardo Sciascia: “Per quattro anni raramente esce di casa e ancor più raramente si fa vedere all’istituto.

Negli stessi anni i medici lo dichiararono affetto da esaurimento nervoso e nel 1937 gli venne affidata la cattedra di Fisica all’Università di Napoli. Giunto in questa città, strinse un rapporto d’amicizia con Antonio Carrelli, il destinatario di lettere e telegrammi dalle parole enigmatiche che facevano pensare all’imminente suicidio, ma l’ultima lettera che recitava: “Caro Carrelli, spero ti siano attivati insieme il telegramma e la lettera. Il mare mi ha rifiutato e ritornerò. Ho però intenzione di rinunciare all’insegnamento.

Le ricerche, dopo quel fatidico 17 Luglio, interessarono molte personalità di spicco. Benito Mussolini ne patrocinò le indagini che se in un primo momento di concentrarono sul suicidio (che non ebbe alcun riscontro), si concentrarono sulla fuga. La teoria della fuga sembra avvalorata dal fatto che nel 1934 Majorana insieme ai “Ragazzi di Via Panisperna” avevano, senza saperlo, eseguito un esperimento di fissione nucleare. Tale scoperta, non c’è bisogno di dirlo, avrebbe portato non solo ad una fama immensa ma ad un probabile rapimento per esperimenti secreti.

C’è ancora un’altra ipotesi, forse quello di maggior riscontro, che parla del fisico come un collaboratore del Terzo Reich, non si sa ovviamente se la collaborazione fosse volontaria o meno), e che dopo la caduta del regime si sia rifugiato a Buenos Aires (a testimonianza di ciò esiste una foto che ritrae Eichmann e un uomo che somiglia a Ettore Majorana).

Nel 2008 la Procura di Roma ha riaperto il “Caso Majorana” e dopo 7 anni di indagini il caso è stato chiuso con la seguente conclusione: il fisico scienziato Ettore Majorana non si suicidò, ma si recò sotto mentite spoglie in Venezuela dove visse, secondo la testimonianza di Francesco Fasani, fino al 1959 con il nome di Bini.