Un Castello del Sud diventa biscotto: verrà subito voglia di assaggiarlo

La meravigliosa idea è nata in questi mesi in cui il locale è stato costretto alla chiusura a causa dell'emergenza Coronavirus

Foto Facebook La Locanda dei Duchi


Castel del Monte diventa un biscotto. Lo maestosa fortezza pugliese costruita da Federico II nel XIII secolo e patrimonio Unesco dal 1996 ora è anche uno squisito dolcetto. Si chiama “Castellotto”, e nasce da un’idea dello chef Giuseppe Cialdella e della sua famiglia, proprietari della “Locanda dei Duchi”, un’affascinante ristorante e osteria nel cuore di Andria, a pochi chilometri da Castel del Monte.

La meravigliosa idea è nata in questi mesi in cui il locale è stato costretto alla chiusura a causa dell’emergenza Coronavirus. Frolla con farina tipo uno, farina di mandorle amare e polvere di camomilla: sono questi gli ingredienti utilizzati per dare vita al nuovo dolce friabile con un profumo e un sapore che invitano sicuramente ad assaggiarlo.

“Con l’aiuto di un divertente sondaggio abbiamo proposto ai nostri follower diversi nomi pensati ad hoc per il biscotto”, spiega a Repubblica lo chef pugliese. Non poteva essere scelto nome migliore, dal momento che all’interno di “Castellotto” troviamo il numero otto, simbolo del maniero ricco di significati simbolici che lo caricano di un’atmosfera magica.

Il numero otto si ripete in maniera ossessiva nel complesso: non a caso, il castello ha pianta ottagonale, un cortile della stessa forma, otto torri ottagonali, con altrettante sale al piano terra e a quello superiore. Ebbene, questo numero rimanda al tema della quadratura del cerchio che, a sua volta, si ricollega a quello dell’unione tra la “Gerusalemme celeste”  e quella “terrestre”, cioè del Cielo e della Terra, quindi di Dio con l’uomo.

“Questo biscotto è stato creato per celebrare la grandezza del nostro magnifico Maniero e valorizzare il territorio stupendo che ci circonda – commenta Giuseppe Cialdella – la creazione del biscotto ‘Castellotto’ porta con sé, inoltre, un messaggio di speranza. Nonostante il fermo che la ristorazione sta vivendo, nulla potrà fermare la passione e l’amore per il nostro lavoro. La nostra vocazione ha cercato sempre di unire la bellezza indiscussa del territorio alla bontà dei suoi prodotti. Altre parole per descrivere il biscotto…no, ora è solo il tempo di assaggiarlo”.