Coronavirus, regione del Sud seconda in Italia per la più bassa incidenza del virus

Il nuovo dpcm e i dati del monitoraggio dell'Istituto Superiore di Sanità sull'incidenza del virus regione per regione



Il premier Giuseppe Conte in queste ultime ore ha firmato il nuovo dpcm che andrà in vigore a partire dal 17 gennaio. Il Ministero della Salute, Roberto Speranza, ha fatto già sapere che saranno nove le regioni d’Italia a passare in zona arancione: Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria, Valle d’Aosta. Restano arancioni anche Calabria, Emilia Romagna e Veneto.

Confermate in fascia gialla Sardegna, Basilicata, Campania, Provincia Autonoma di Trento, Molise; mentre vanno in zona rossa la provincia autonoma di Bolzano, Lombardia e Sicilia. Con il nuovo decreto resterà attivo il coprifuoco dalle 22 alle 5. Per quanto riguarda la riapertura delle scuole, il governo ha dato il via libera da lunedì 18 gennaio (tranne in zona rossa) alla didattica con presenza dal 50 al 75%, ma ogni regione potrà continuare ad adottare ordinanze più restrittive.

Il divieto di spostamento tra le regioni, comprese quelle gialle, sarà in vigore fino al 15 febbraio. Fino a quella data sarà valida la regola che consente una sola volta ad un massimo di due persone (oltre ai minori di 14 anni conviventi), di andare a trovare parenti e amici nella stessa regione, se questa è in zona gialla, o nello stesso comune se è zona arancione o rossa. Il governo ha poi confermato il divieto di asporto per i bar dalle 18. Resteranno ancora chiuse palestre e piscine ma tornano le crociere ed è confermata l’apertura dei musei solo nelle regioni gialle e nei giorni feriali.

Con il decreto viene altresì introdotta la “zona bianca”, nuova fascia in cui le uniche restrizioni saranno il distanziamento e l’uso della mascherina. I criteri per entrarci sono tre settimane consecutive di incidenza di 50 casi ogni 100 mila abitanti e quindi una situazione epidemiologica sotto controllo e un rischio basso. Bisognerà dunque attendere ancora qualche mese prima che una regione possa entrarci.

I dati dell’Iss – Istituto Superiore di Sanità

Parallelamente alla firma del nuovo dpcm, oggi in conferenza stampa l’Iss, l’Istituto Superiore di Sanità, ha presentato tutti i dati sull’incidenza della pandemia nelle regioni d’Italia. Alcune regioni come il Veneto, l’Emilia Romagna e il Friuli Venezia Giulia registrano un valore particolarmente alto di incidenza del virus, mentre altre due regioni, Toscana e Calabria, presentano numeri rassicuranti con meno di 100 casi ogni 100 mila abitanti. La Calabria, dopo la Toscana, per ora è la Regione d’Italia con la più bassa incidenza di Covid-19. Qui di seguito la classifica completa sui dati di incidenza della pandemia nelle regioni italiane (partendo dai dati più bassi a quelli più alti):

  • Toscana – 84,91
  • Calabria – 96,59
  • Sardegna – 104,94
  • Provincia autonoma di Trento – 114,97
  • Campania – 122,51
  • Valle d’Aosta – 125,10
  • Molise – 125,72
  • Lombardia 133,30
  • Abruzzo – 135,32
  • Basilicata – 144, 54
  • Liguria – 150,80
  • Piemonte – 160,99
  • Umbria – 164, 49
  • Lazio – 178,74
  • Puglia – 202,23
  • Marche  212,59
  • Sicilia – 225,77
  • Friuli Venezia Giulia -270,77
  • Emilia Romagna – 284,64
  • Provincia autonoma di Bolzano – 320,82
  • Veneto – 365,61

“Rispetto all’occupazione dei posti letto ordinari e delle terapie intensive la curva si è un po’ fermata – ha dichiarato durante la conferenza stampa Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di SanitàC’è un lieve aumento di ricoveri, ma sostanzialmente siamo in una fase ancora di stabilità. Lockdown? Ci stiamo muovendo in un modello messo a punto in questi mesi, la maggior parte delle regioni saranno arancioni o rosse. Le misure delle festività hanno contenuto la crescita dei contagi, crediamo che con queste misure si possa proseguire”.