Covid, il bergamasco salvato al Sud: “I medici sono stati di un’umanità eccezionale”

La sua storia di solidarietà tra Nord e Sud è stata più volte protagonista sui media locali e nazionali: in questi ultimi giorni è stata ripresa dalla trasmissione Rai "ItaliaSì!"

Ettore Consonni (Screen video youtube)


Ettore Consonni, 61 anni, è un magazziniere in pensione di Bergamo. Colpito dal Coronavirus nella prima fase della pandemia, è stato trasferito all’Ospedale Civico di Palermo a causa della carenza di posti in terapia intensiva in Lombardia. L’uomo era in coma a Bergamo ma grazie alle cure nell’ospedale siciliano ce l’ha fatta, e la sua storia di solidarietà tra Nord e Sud è stata più volte protagonista sui media locali e nazionali.

Qui mi hanno resuscitato. Ci sono infermieri e medici speciali”, le parole di Ettore ad aprile appena svegliato a Palermo. Dopo 35 giorni di ricovero il 61enne di Bergamo è guarito ed è tornato a casa: “Mi sono addormentato a Bergamo, la mia città, e mi sono svegliato a Palermo. Non è vero che ci sono solo cose negative al Sud. Questo ospedale è all’avanguardia, fiore all’occhiello della sanità di tutta Italia. Non appena finisce tutta questa storia, voglio organizzare un viaggio con i miei figli e mia moglie a Palermo. Mi tatuerò la Sicilia sul petto – ha concluso – sono guarito grazie a voi.

Ettore ha mantenuto la promessa: per ringraziare i medici meridionali che lo avevano curato, a giugno si è fatto disegnare, sul torace, l’isola e la trinacria, con i nomi di figli e nipoti. “L’ho fatto perché mi resti per sempre il ricordo di tutti i medici e gli infermieri che mi hanno curato, voluto bene e salvato la vita. Ringrazierò sempre i ragazzi che mi hanno curato e i primari di malattie infettive e rianimazione Francesco Di Lorenzo e Vincenzo Mazzarese che hanno fatto di tutto per me”.

La sua emozionante storia in questi ultimi giorni è stata ripresa dalla trasmissione di Rai 1 “ItaliaSì!” condotta da Marco Liorni: “Quel che mi ricordo – ha raccontato Ettore al giornalista – è che sono stato ricoverato il 4 marzo, ho sentito che dicevano: ‘Polmonite bilaterale, dobbiamo intubarlo’. Il 5 mi hanno intubato e non ricordo più niente. Il 13 marzo hanno detto a mia moglie che  mi avrebbero trasferito a Palermo. Sono stato in coma 27 giorni”.

Parlando dei medici siciliani, l’uomo ha detto: “Mi hanno protetto, mi hanno coccolato, telefonavano anche più volte al giorno per informare la mia famiglia. Sono stati di un’umanità eccezionale”. Nel corso della trasmissione Rai Ettore Consonni è stato messo in contatto con i medici di Palermo, i suoi eroi in corsia, ai quali ha dato la sua parola: “Vengo a trovarvi, l’ho promesso e lo faccio. La Regione Sicilia ha dato una lezione a tutti noi, a prescindere dai colori e i partiti. Nel momento del bisogno della Lombardia sono intervenuti. Bisogna essere uniti”.

Ecco l’intervista di Ettore Consonni durante la trasmissione Rai “ItaliaSì!”: