Al Sud c’è una città sotterranea con un labirinto di cunicoli e gallerie

E' la città invisibile che vive solo nei ricordi degli anziani, portata alla luce dai racconti popolari di fughe e raccolte dell'acqua



Catanzaro in Calabria è da sempre teatro di un racconto, la storia di un complesso labirinto di cunicoli e gallerie sotterranee che sono state scavate nel corso del tempo, quasi come gli anelli concentrici di un tronco d’albero che ne stabiliscono l’età. Questa storia veniva raccontata, negli ultimi tempi, da chi aveva vissuto la Seconda Guerra Mondiale e probabilmente ha usato i cunicoli per proteggersi dai tedeschi.

Nel 2012 il regista Giuseppe Rachetta gira “Segreti Passaggi- Catanzaro Sotterranea“. Il documentario riprende l’interno di questi ambienti dimenticati, che non sono mai stati analizzati e facevano parte solo della tradizione orale degli anziani, come una favola della buonanotte. Questo documentario ha creato un interesse immane, suggerendo approfondimenti circa lo sviluppo delle gallerie e la loro origine storica.

Il documentario ha dato il via a moltissime attività di ricerca e ad altrettante ipotesi e domande sull’esistenza di questi cunicoli. Una delle ipotesi tratta della possibilità che queste gallerie fossero parte di un sistema di canalizzazione dell’acqua nato molto prima del borgo di Catanzaro, magari una mescolanza tra cultura araba e bizantina.

Altra ipotesi è che fossero passaggi segreti per entrare e uscire indisturbati dalla città (questa ipotesi è avvalorata dalla testimonianza secondo la quale Antonio Centelles fuggì dalla città senza esser visto nel 1461), questa area ha conservato la sua segretezza perché le terre che le sovrastano sono state utilizzate per più di 1000 anni come terreni di coltivazione.

Altra ipotesi riguarda una rilettura del monumento cittadino “Il cavatore” che potrebbe essere, oltre al simbolo dell’operosità dei catanzaresi, anche il simbolo di una rivelazione ai cittadini, un invito a esplorare le profondità della terra cercando i misteriosi cunicoli.

Dopo il documentario sono state numerose le scoperte nelle profondità del borgo catanzarese: La gallerie di San Giovanni sono i resti del Castello Normanno costruito intorno al 1070, hanno avuto varie funzioni nel corso del tempo (Ospedale nel XVI sec, poi Convento per i Padri Teresiani intorno al XVII sec.) sono state portate alle luce nel 2017 dopo un attento studio e la riqualificazione, garantendo il mantenimento della pietra calcarea naturale di cui sono fatte le pareti.