Ecco perché la Zona Rossa in Campania durerà pochissimo



È ufficiale! Campania, ed in particolare le province di Napoli, Caserta e Salerno, sono zona rossa. Ed assieme ad esse tutti i comuni compresi nella regione Campania, tra cui le popolosissime Giugliano, Arzano, Castellammare di Stabia, Torre del Greco ed Aversa.

Saranno ovviamente confinate alla più severa misura di lockdown anche Amalfi, Sorrento, Capri, Ischia e le zone più turistiche.

Che cosa vuol dire “La Campania è zona rossa”?

Si intende per zona rossa la misura più restrittiva possibile del DCPM: non sarà infatti possibile uscire dal proprio comune di residenza se non per validi e giustificati motivi di lavoro o assistenziali. Non sarà inoltre possibile uscire dalla propria casa se non per motivi di necessità (es. Per fare la spesa, per andare in farmacia o in ufficio).

Si ritornerà, insomma, ad una situazione di quarantena e lockdown molto simile a quella che il popolo Campano ha già avuto modo di sperimentare tra i mesi di Marzo e di Maggio del corrente anno.

Una misura, a quanto pare, inevitabile data la grossa pressione a cui sono sottoposti gli ospedali della Campania: non dimentichiamo che la zona del Napoletano e del Casertano è una tra le più densamente popolate d’Europa. L’attenzione che il popolo del Sud ha nei confronti della salute è sempre stata grande (citando grande Troisi: “A salut è a primma cos”).

Quanto durerà la zona rossa in Campania?

Difficile dirlo con esattezza, nessuno può prevedere il futuro: tuttavia, volendo fantasticare e provare ad indovinare, noi scommettiamo che durerà davvero poco questa zona rossa. I motivi sono molteplici: il popolo del Sud da sempre si è dovuto confrontare con difficoltà e restrizioni, e sa far fronte comune nel momento in cui si presentano le più grandi difficoltà.

Si potrebbe quasi dire che la nostra ricchezza esplode nei momenti più difficili: è li che viene fuori il carattere verace, generoso e coriaceo degli abitanti del Sud.

La durata minima della Zona Rossa, da DPCM, è di 15 giorni: ogni due settimane, infatti, il comitato tecnico-scientifico nominato dal Governo Conte si aggiorna per confrontare i dati provenienti dalle varie zone del paese e decide, all’occorrenza, se cambiare o meno colore alla regione di riferimento.

È plausibile supporre che tra 15 giorni già le zone attualmente meno colpite dal fenomeno possano ritornare ad essere gialle come, ad esempio, il cilento. E nel giro di un’altra settimana anche Napoli e Caserta possano tornare a cambiare colore.

Noi siamo sicuri che sapremo farci valere.