Tamponi Antigenici a domicilio nel Sud, siglato l'accordo con le regioni

E' stato siglato, a Palermo, l'accordo interattivo regionale per cui anche i medici di medicina generale e i pediatri, potranno somministrare i tamponi antigenici a domicilio, nei loro studi medici e nelle aziende sanitarie competenti, per contrastare la pandemia da Coronavirus e la conseguente emergenza sanitaria, provvedendo anche, e soprattutto all'assistenza attiva dei propri pazienti; inoltre verranno dotati di apparecchiature specialistiche per la diagnostica.

In base  al decreto di Ottobre "per il rafforzamento delle attività territoriali in diagnostica di primo livello e di prevenzione della trasmissione del Covid - 19," i medici generici potranno effettuare tamponi antigenici a domicilio, si è giunto a questo accordo aggiuntivo con le regioni, oggi, nel capoluogo siciliano, ed è stato firmato da tutti i Capi dei dipartimenti: Assessorato alla Salute, Intesa Sindacale dei medici generici, ma anche la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP), Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPe), la Società Italiana di Sessuologia Clinica (SISPSe), Pediatri di libera scelta (SINSPe), cioè tutti gli enti che hanno già siglato l'accordo nazionale.

In sostanza, durante tutto il periodo dell'emergenza sanitaria, i medici di medicina generale e i pediatri effettueranno i tamponi a domicilio tra contatti stretti, asintomatici o casi sospetti individuati dal Dipartimento di Prevenzione dell'ASP o dagli stessi medici del territorio. L'esito, nel caso fosse positivo, deve essere comunicato al Dipartimento di Prevenzione dell'ASP che provvederà alla risoluzione degli stessi, attraverso le misure di contenimento previste dalle procedure mediche anti - contagio. In caso di esito negativo, il medico che ha eseguito il tampone rilascerà l'attestazione di tale negatività.

Viene sempre raccomandato il totale isolamento domiciliare fiduciario mentre si aspetta l'esito del tampone molecolare di conferma.

Il patto prevede anche il supporto diretto dei medici ai propri assistiti in quarantena o isolamento domiciliare, attraverso l'Unità Speciale di Continuità Assistenziale (USCA) per l'accesso al domicilio in cui ogni medico farà riferimento ad una specifica unità (USCA). Si darà così il via all'assistenza attiva dei pazienti a cui i medici forniranno informazioni comportamentali, igieniche e sanitarie.