Il primo studio sulla Penicillina? E’ opera di un meridionale

Vincenzo Tiberio, lo scopritore delle proprietà bloccanti delle muffe sui batteri patogeni



“Primo nella scienza, postumo nella fama”, questa è l’iscrizione sulla lapide di Vincenzo Tiberio ricercatore medico e ufficiale del Corpo della Marina Italiana, nato a Sepino un comune nella provincia di Campobasso, il primo Maggio del 1869. Fu precursore degli studi sulle muffe e le loro proprietà curative, ben 35 anni prima di Alexander Fleming, affermando: “Le proprietà di queste muffe sono di forte ostacolo per la vita e la propagazione dei batteri patogeni.

Questa ricerca venne pubblicata sulla rivista “Annali di igiene sperimentale” nel 1895 con titolo “Sugli estratti di alcune muffe”, purtroppo però, l’Italia in quel periodo non godeva di molta attenzione da parte del mondo scientifico ed è per questo che la scoperta di Vincenzo Tiberio non ebbe la risonanza mondiale che invece ebbe lo studio di Alexander Fleming.

Ma non è tutto. Il successo di Vincenzo Tiberio è esteso a tutta la sua vita, distinguendosi non solo per il talento medico e come ricercatore, ma anche come Ufficiale della Marina Militare; infatti, nel 1908 inviato a Messina per soccorrere la popolazione durante il terremoto meritò menzione d’onore e operosità, coraggio e filantropia; nel 1913 assunse la direzione dell’Infermeria e Gabinetto Scientifico della base navale di Tobruk, in Libia.

A questo periodo risalgono gli studi sulla vaccinazione contro il tifo e la sperimentazione dello stesso all’interno della base, portando a imponenti risultati. Attraverso la somministrazione del vaccino, ridusse drasticamente il contagio fino ad arrivare a due soli malati lievi.

Per questo studio Vincenzo Tiberio ottenne l’elogio della direzione militare e la promozione a Maggiore. Nel 1914 viene trasferito a Napoli per dirigere il Gabinetto d’Igiene e Batteriologia all’ospedale di marina a Piedigrotta. Morirà un anno dopo prima di concludere definitivamente i suoi studi sulle muffe.