Alta tecnologia per trattare fratture al femore: accade in Puglia

Il sistema permetterà di visualizzare il campo operatorio in tre dimensioni, con importanti vantaggi in termini di precisione millimetrica



Ancora una volta, dalle strutture sanitarie del Sud Italia arrivano importanti risultati. Stavolta è il reparto di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale “Di Venere” di Bari a distinguersi: lo staff medico della struttura sanitaria pugliese ha sperimentato un nuovo sistema tecnologico (virtuale) per trattare le fratture al femore. Nell’ospedale barese sono state eseguite già 20 operazioni con questo innovativo metodo.

In particolare, si tratta di un sistema di navigazione virtuale permette ai chirurghi ortopedici di visualizzare il campo operatorio in tre dimensioni e a 360 gradi, con notevoli vantaggi in termini di precisione millimetrica e quindi di azzeramento dei margini d’errore, riduzione delle radiazioni ionizzanti, oltre a tempi d’intervento (circa mezz’ora) ridotti e resi omogenei rispetto alle tecniche tradizionali.

“L’ingresso della realtà virtuale in sala operatoria – spiega A Bari Today il Direttore Generale ASL Bari, Antonio Sanguedolce – apre nuove prospettive di sviluppo nel settore ortopedico ma non solo. E’ il risultato di un lungo lavoro e della capacità di diverse competenze, mediche, tecniche e imprenditoriali di operare in stretta collaborazione per trasformare l’innovazione tecnologica in un fattore di progresso delle tecniche chirurgiche e, insieme, di miglioramento dell’assistenza sanitaria per i pazienti, che rappresentano il fine ultimo attorno al quale ruota l’azione della nostra azienda sanitaria”.

Come spiega Bari Today la novità è racchiusa nell’acronimo Ebanav (Endovis Bio Advanced NAVigator): ovvero trattare la frattura del femore utilizzando la realtà virtuale. Il sistema, un’anteprima per la Asl Bari e la Regione Puglia e insieme una novità assoluta nel panorama europeo, nasce dall’intuizione e dall’esperienza sul campo degli operatori sanitari del “Di Venere” ed è il risultato della collaborazione tra la Masmec, azienda biomedicale di Bari, e i tecnici di Citieffe, azienda produttrice di un chiodo per il trattamento delle fratture del collo del femore, che ha adattato il sistema ed i mezzi per impiantarlo in realtà virtuale.