Coronavirus, Arcuri: “Non ci sono le condizioni per un nuovo lockdown”

Il Commissario straordinario per l'emergenza Coronavirus ha fatto il punto della situazione sulla pandemia nel programma "Mezz'ora in più" su Rai 3

Domenico Arcuri
Il commissario Domenico Arcuri (Foto Facebook Giovani Imprenditori Confindustria)


Domenico Arcuri, il Commissario straordinario del Sud delegato dal premier Giuseppe Conte per fronteggiare l’emergenza Coronavirus, nominato anche Commissario alla scuola per la ripartenza degli istituti scolastici in Italia dal primo settembre, ha fatto il punto della situazione sulla pandemia ospite del programma “Mezz’ora in più” su Rai 3, invitando i cittadini a un incremento della responsabilità.

In particolare, il Commissario per l’emergenza ha chiarito che “oggi non ci sono le condizioni per tornare al lockdown, c’è bisogno di prendere tutti coscienza e farci carico di un necessario incremento di responsabilità. Il 31 marzo c’erano in terapia intensiva 4.023 pazienti, ieri 10 ottobre ce n’erano 390. E’ il segno della risposta che il sistema ha dato rispetto all’epidemia e negarla vuol dire che si è poco informati”.

Per quanto riguarda il vaccino contro il Coronavirus “quando arriva non lo sappiamo – ha dichiarato Arcuri – abbiamo una decina di aziende internazionali nella fase 3, l’ultima prima della possibilità di distribuire su vasta scala i vaccini. Spero come il ministro Di Maio che arrivi il prima possibile”.

Intanto, però,  in Italia sono in arrivo 5 milioni di test rapidi anche ai medici di base: “Ieri abbiamo chiuso la gara per acquisire 5 milioni di test rapidi antigenici – ha aggiunto il Commissario straordinario – Abbiamo oltre 100 milioni di test antigenici potenzialmente in posizione di essere acquisiti. Quindi rapidamente metteremo in campo questo strumento non solo nei porti e aeroporti ma ne metteremo un certo numero a disposizione dei medici di medicina generale. Ci servirà una settimana, dieci giorni e li acquisiremo”.

“L’Italia – ha sottolineato Arcuri – oggi è un paese che combatte con un numero di contagiati che è di 15 volte inferiore alla Francia, 8 della Gran Bretagna e alcune volte inferiore a quello della Spagna. Ieri ci sono stati 133.084 tamponi, sette volte di più del 31 marzo. Questo incremento forsennato di tamponi vuol dire che questo investimento è stato fatto”.