Alzheimer, al Sud curato il primo paziente d’Italia con una nuova terapia

Lo studio è stato battezzato "Lucidity" e prevede la somministrazione del farmaco a circa 2.300 pazienti nel mondo

Fonte Facebook Fondazione Istituto G. Giglio di Cefalù


Al Sud è stato testato per la prima volta in Italia su un paziente un farmaco innovativo contro l’Alzheimer. Si tratta del leuco-metiltioninio bis idrometansulfonato (Lmtm), utilizzato per “sciogliere” le proteine tossiche che invadono il cervello dei pazienti affetti dalla malattia. A comunicare la notizia è il responsabile dell’unità operativa di neurologia della Fondazione Giglio di Cefalù, Luigi Grimaldi, che ci ha tenuto a sottolineare il primato dell’ospedale siciliano: “E’ il centro coordinatore per l’Italia dello studio farmacologico TRx-237-039, dove è stato randomizzato il primo paziente”.

Lo studio è stato battezzato “Lucidity” e prevede la somministrazione del farmaco a circa 2.300 pazienti nel mondo attraverso una selezione svolta dalle principali strutture sanitarie per la ricerca e la cura delle malattie neurodegenerative. “Il target di questo nuovo farmaco, un derivato del comune colorante disinfettante blu di metilene – ha spiegato al quotidiano Palermo Today Luigi Grimaldiè la proteina tau che insieme all’amiloide e la TDP43, sono le proteine più frequentemente coinvolte in questo processo patologico che da luogo all’Alzheimer”.

“Non ci siamo mai fermati neanche durante il lockdown – ha aggiunto Grimaldi – continuando ad assistere i pazienti affetti da malattie degenerative e ad effettuare le necessarie verifiche di screening sui pazienti afferenti alla nostra unità, riuscendo ad individuare il primo paziente italiano, tra tutti i venti centri coinvolti nello studio internazionale”.

“L’attività di ricerca – ha continuato il presidente della Fondazione Giglio, Giovanni Albanoè sinonimo di qualità assistenziale sia per l’indotto terapeutico generato per i pazienti che per le capacità organizzative necessarie per poter entrare in studi internazionali. L’Alzheimer è una malattia sempre più ad alto impatto sociale per cui siamo particolarmente orgogliosi di poter offrire il nostro contributo nell’individuare una terapia efficace.

La Fondazione Giglio di Cefalù rappresenta senz’altro una delle eccellenze del Sud Italia in campo sanitario e continuerà a trattare pazienti affetti da demenza di Alzheimer con questa nuova terapia sino alla fine del 2020, offrendo così un’alternativa a trattamenti sintomatici usuali per sconfiggere la malattia. Inoltre, l’unità operativa di neurologia ha messo in campo circa venti progetti di ricerca per curare anche altri tipi di patologie neurodegenerative.