Al Sud tutti con gli occhi al cielo: la strada si riempie di cappelli di paglia

Un'iniziativa bellissima che arriva in seguito ad altre simili già realizzate al Sud

Foto Instagram di @alissalomastro


In questa strana estate di emergenza Coronavirus, il Sud si fa bello in ogni suo angolo, per accogliere quanti più turisti possibile. Ecco quindi che anche le località non prettamente estive si sono colorate per diventare ancora più attraenti, in una fase in cui è necessario per il turismo sfruttare ogni carta a disposizione.

Vi abbiamo già parlato di Martina Franca, le cui strade si sono riempite di splendide farfalle, e di Cisternino, che ha addobbato i suoi “cieli” con magnifici centrini. Oggi, in questo articolo, vi raccontiamo di Alberobello, una delle mete più amate del Sud e della Puglia, in questa estate presa d’assalto anche da vip.

Nella città dei trulli, infatti, sono comparsi tantissimi cappelli di paglia, simbolo universale di spensieratezza, di caldo e di estate, e quindi di giornate trascorse al mare o a passeggio, con l’unica preoccupazione di proteggersi dal troppo sole. Questa iniziativa è nata per volere di cittadini e commercianti che si affacciano su via Brigata Regina. E i turisti che arrivano qui per le vacanze o soltanto per una passeggiata di qualche ora, scattano subito foto e le pubblicano sui social network, soprattutto Instagram, dove Alberobello è già diventata famosa, visto che sono tantissime le foto della strada pugliese addobbata con i cappelli di paglia. Il Comune, tra l’altro, ha avvisato che nei prossimi giorni ci sarà un’iniziativa simile in un’altra zona della città, che coinvolgerà ancora una volta i commercianti. Ma in questo caso sarà la luce a dominare.

Alberobello, che già di suo è una meta molto ambita, oltre che essere anche una città Unesco, attirerà quindi ancora più visitatori, grazie a questa stradina speciale che spinge a tenere gli occhi alzati al cielo. Insomma, il Sud sta cercando di inventare davvero di tutto per offrire ai suoi turisti una vacanza speciale in questa stranissima estate.

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