Il Sud richiama i suoi giovani: meno tasse a chi torna dal Nord

Il Sud vuole riavvicinare i giovani alle loro origini, e offre agli studenti incentivi e sconti sulle tasse universitarie



L’emergenza Coronavirus ha sollevato molte tematiche su cui si sta ragionando ancora oggi. Il lockdown e la chiusura dei confini regionali hanno fatto emergere delle problematiche presenti da anni, ma apparse ora in una luce completamente diversa. Più forte. Una di queste è la “fuga“, spesso obbligata, dei giovani meridionali al Nord, per studiare o cercare lavoro. In tanti, durante la fase acuta della pandemia, sono stati costretti a restare lontani dalle proprie famiglie, affrontando da soli uno dei momenti più complessi della storia italiana.

Questo, appunto, ha fatto capire che sarebbe giusto dare ai giovani la possibilità di restare nei loro territori con le stesse chance di carriera e di vita dei loro coetanei settentrionali. E’ nato così il progetto di south working, su cui un gruppo di imprenditori sta lavorando in queste settimane, con la speranza di riuscire, magari presto, a permettere ai ragazzi di lavorare per aziende del Nord pur restando al Sud.

Un’altra iniziativa che sta partendo in due regioni meridionali, Sicilia e Puglia, è quella della diminuzione, o addirittura azzeramento, delle tasse universitarie per quegli studenti che decidono di tornare da altre regioni. In Sicilia la giunta regionale offre 1.200 euro a ciascuno di loro; l’Università di Palermo assicura loro iscrizione gratuita, almeno per quest’anno. Sulla stessa linea la Puglia: tasse azzerate a chi torna, anche dall’estero.

Come spiegato da Fabrizio Micari, rettore di Palermo, “è stato alzato il tetto della no tax area a 25mila euro, il 70% dei nostri ragazzi sarà esonerato dalle tasse. E poi la misura della Regione prevede due azioni per complessivi 7 milioni: metà per sostenere i fuorisede, l’altra per chi sceglie di tornare”.

In generale, a spaventare tutte le università è il crollo degli iscritti come effetto della pandemia. Si è stimato, infatti, che ci sarà un calo del 10-15% nelle immatricolazioni. In questo contesto, appunto, rientra il bonus una tantum per il rientro degli studenti fuorisede.

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