giovedì, Luglio 29, 2021
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Al Sud ritrovato uno straordinario reperto risalente al V secolo a.C.

L'eccezionale ritrovamento è avvenuto all'interno di un pozzo circolare durante i lavori di scavo per la posa di cavi elettrici

Al Sud un altro eccezionale ritrovamento risalente all'antichità durante i lavori di scavo. Questa volta è successo a Gela, in Sicilia, dove è stato scoperto all'interno di un pozzo circolare un capitello ionico di grandi dimensioni. Realizzato in pietra arenaria, il reperto è stato rinvenuto in via Sabello durante i lavori per la posa di cavi elettrici condotto sotto la sorveglianza archeologica della Soprintendenza dei Beni Culturali di Caltanissetta.

"Ancora una volta gli scavi in ambito urbano a Gela restituiscono frammenti di storia di uno dei più importanti insediamenti greci del Mediterraneo", ha dichiarato ai microfoni di BlogSicilia l'assessore ai Beni Culturali e dell'Identità Siciliana Alberto Samonà: "E' proprio il caso di dire che in Sicilia ogni pietra racconta una terra generosa e ricca di testimonianze antiche. Dovremmo apprezzare ancora di più la nostra storia e testimoniarne con orgoglio l'appartenenza".

"Sono molto grato - ha aggiunto l'assessore - alla Sopraintendenza per lo scrupoloso lavoro di sorveglianza ed invito i siciliani, e non solo loro, a visitare maggiormente i musei e i parchi archeologici che sono miniere di testimonianze anche approfittando delle prime domeniche del mese in cui i luoghi della cultura della Sicilia resteranno aperti al pubblico gratuitamente per favorire la valorizzazione e la conoscenza del patrimonio dei beni culturali regionale".

Si tratta di un meraviglioso reperto in stile ionico delle dimensioni di 60 cm di lunghezza per 51 di profondità e 34 di altezza, caratterizzato da alcune decorazioni frontali collegate tra loro da un cordoncino ricurvo a rilievo. Il meraviglioso ritrovamento è stato possibile anche grazie alla presenza di un archeologo che per norma il Codice degli Appalti impone quando si realizzano opere di lavori pubblici.

Secondo una prima ricostruzione degli esperti, si tratterebbe di una decorazione anteriore a un edificio storico con una collocazione cronologica e culturale che va tra la fine del VI e il V secolo a.C. Per la precisione della sua decorazione probabilmente si potrebbe trattare di un edificio pubblico. Le opere di scavo sono state dirette dall'archeologa incaricata da E-Distribuzione Marina Congiuche con la supervisione della direttrice della Sezione Archeologica della Soprintendenza di Caltanissetta, Carla Guzzone.

Grande soddisfazione per lo straordinario ritrovamento è stata espressa anche dalla Soprintendente Daniela Vullo, che ha sottolineato come "il ritrovamento è eccezionale sia per i manufatti lapidei che per la presenza dell'ordine ionico nel capitello vista la rarità degli esemplari documentati in ambito gelese e cioè gli unici due rinvenuti negli anni '50 all'interno di una cisterna nell'area dell'Acropoli oggi custoditi presso il locale Museo Archeologico regionale".

 

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