Coronavirus, in una regione del Sud non ci sono decessi da un mese

Dati incoraggianti da una regione del Sud, che presenta sempre pochi contagi e zero decessi ormai da ventinove giorni



L’emergenza Coronavirus è ormai entrata in una fase discendente, da quasi due mesi, quando l’Italia ha cominciato a riprendere gradualmente la sua normalità. I dati giornalieri sui contagi non sono più allarmanti come quelli della fase acuta della pandemia, ma non permettono ancora di abbassare la guardia, tant’è che è ancora importante evitare assembramenti ed indossare la mascherina nei luoghi chiusi.

In alcune regioni, ovviamente, com’è sempre stato dall’inizio dell’emergenza, la situazione è migliore che in altre. In Calabria, ad esempio, stando all’ultimo bollettino diramato quest’oggi, è praticamente un mese (è il 29° giorno consecutivo) che non sono registrati decessi per Coronavirus. Oggi sono stati segnalati appena 3 nuovi casi (tutti a Rizziconi, asintomatici e componenti di un nucleo familiare già in isolamento da una settimana) su 1.165 persone sottoposte a tampone.

Un’altra giornata quindi molto positiva sul fronte dell’epidemia. Dall’inizio dell’emergenza, in Calabria, il numero di casi registrato è di 1.178 persone su 90.414 soggetti sottoposti a test, e la percentuale dei positivi sui controllati è dell’1,3%, ossia la più bassa d’Italia. In Calabria, infatti, come riportato da strettoweb, sono state sottoposte a tampone 76,7 persone per ogni positivo. Un dato molto importante, il più alto d’Italia, che testimonia il numero di tamponi effettuati rispetto alla reale diffusione della pandemia.

Nonostante il miglioramento significativo della situazione, comunque, è importante non abbassare la guardia e affrontare al meglio un’eventuale seconda ondata. Su quest’ultima, infatti, ci sono pareri contrastanti. Secondo alcuni virologi o esperti, non ci sarà una replica dell’epidemia; secondo altri, sì.

Nel mezzo ci sono le posizioni intermedie, come quella di Paolo Ascierto, che ha dichiarato recentemente che “la probabilità di una seconda ondata c’è, in autunno come ora. Poi, se non dovesse accadere, saremmo tutti più contenti. In poche parole, come affermava Manzoni «meglio agitarsi nel dubbio che riposare nell’errore», e purtroppo all’inizio di questa pandemia abbiamo più che riposato nell’errore. Detto questo, al momento i numeri ci rincuorano, ma proprio per questo è molto importante non abbassare la guardia”.

 

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