Coronavirus, è del Sud il primario di un grande reparto del San Raffaele di Milano

Il dottore meridionale ha guidato un reparto del San Raffaele di Milano, considerato eccellenza internazionale



In questi mesi così difficili per il Coronavirus, sono tanti i medici e i sanitari del Sud che hanno fatto la differenza anche al Nord, maggiormente colpito dalla pandemia. In questo articolo vi raccontiamo di un medico campano, precisamente irpino, Sandro Iannaccone, primario in uno dei reparti d’eccellenza del San Raffaele di Milano.

Durante i mesi centrali dell’emergenza, infatti, l’ospedale milanese è stato il primo al mondo a creare un reparto ad hoc di riabilitazione per i pazienti Covid-19 ancora infettivi, per aiutarli a recuperare le funzionalità motorie, respiratorie e neurologiche perse durante la fase acuta della malattia il più velocemente possibile.

Come riportato dalla rivista insalutenews, questo reparto, infatti, è stato riconosciuto come eccellenza internazionale. L’equipe guidata dal dottore campano è riuscita a fornire una terapia riabilitativa a 360 gradi, grazie all’apporto di infermieri e medici specialisti, come fisiatri, neurologi, neurochirurghi, pneumologi, neuropsicologi, psichiatri, cardiologi, otorinolaringoiatri, fisioterapisti e nutrizionisti. I risultati di questo lavoro sono stati pubblicati su alcune delle maggiori riviste scientifiche del settore, tra cui l’Archives of Physical Medicine and Rehabilitation.

“Un’esperienza di gestione interdisciplinare e integrata che ci ha permesso di delineare le linee guida internazionale per la riabilitazione in questi pazienti – spiega il dottor Sandro Iannaccone, direttore del Dipartimento di Riabilitazione dell’IRCCS Ospedale San Raffaele su insalutenews –  Con il nostro esempio dimostriamo che per affrontare l’emergenza Covid-19 anche le unità di riabilitazione hanno bisogno di maggiore attenzione e necessitano di essere organizzate seguendo specifiche esigenze cliniche e organizzative”.

Ma il dottor Iannaccone non è l’unico meridionale ad essersi distinto in questa emergenza. In queste settimane, infatti, vi abbiamo raccontato anche le storie di Francesca Russo e e Rosario Canino, entrambi protagonisti al Nord del Paese. La prima, a capo della Direzione Prevenzione e Sanità Pubblica della Regione Veneto, siciliana, originaria di Maletto (Catania), è colei che ha guidato il team delle Asl venete coinvolte nell’epidemia del Coronavirus. Il primo obiettivo era stato quello di cercare il paziente zero che avrebbe dato avvio alla diffusione del Covid 19, poi  ha ideato il “modello Veneto”, diventato un riferimento a livello internazionale ed elogiato pubblicamente anche dal Governatore Zaia.

Il secondo, invece, è un’altra eccellenza del Sud che ha lavorato sul fronte più duro del Coronavirus, quello lombardo. Il dottor Canino è direttore sanitario dell’ospedale di Cremona, il centro di convergenza della maggior parte dei casi di Codogno, epicentro e origine dell’epidemia italiana.

Fonte Foto: screen video Tv2000