Ricercatrice meridionale trova il Coronavirus in un neonato: è un primato mondiale

Lo studio effettuato dalla ricercatrice e dal suo team ha ottenuto dei risultati inediti a livello internazionale



Mentre l’Italia, ormai da più di 15 giorni, ha iniziato la Fase 2 dell’emergenza Coronavirus, con la ripresa di alcune attività lavorative e un lento cammino verso la normalità, i ricercatori continuano i loro studi sul virus, nella speranza di trovare presto un vaccino o una cura definitiva. Ad oggi, infatti, non esiste un farmaco specifico che combatta il Covid-19, e negli ospedali italiani si è potuta seguire solo la strada delle terapie che andassero a combattere le conseguenze e non la causa primaria. Una delle principali è quella sperimentata dal dottor Ascierto con il farmaco utilizzato per l’artrite reumatoide, ma se ne stanno testando anche altre, come quella del Remdesivir, che analogamente al Tocilizumab sta dando buoni risultati.

Intanto, gli studi vanno avanti in tutto il mondo, e sono tanti i ricercatori meridionali che stanno lasciando la propria firma e il proprio contributo per fare chiarezza intorno a questo nemico invisibile, di cui si sa ancora troppo poco.

All’Università di Parma, i ricercatori hanno isolato il virus Sars-Cov-2 sul campione di mucosa di un neonato di 7 settimane, giunto in laboratorio il 26 febbraio. L’ateneo emiliano ha precisato che “Si tratta di un primato a quanto risulta dai dati della letteratura scientifica internazionale”.

La prima firma allo studio è di una ricercatrice calabrese, Adriana Calderaro, 53enne di Cosenza, direttrice della Scuola di specializzazione in Microbiologia e virologia.

Nei laboratori di “Virologia isolamento agenti virali” e di “Virologia molecolare” del dipartimento di Medicina e chirurgia, la Calderaro e i suoi collaboratori hanno isolato il virus, identificandolo in coltura. Lo studio è stato pubblicato su “International journal of infectious diseases”.

La docente di Cosenza, impiegata lì nell’ateneo emiliano, è una delle grandi personalità del mondo scientifico italiano. Ed è stata lei, quindi, a trovare per la prima volta il Coronavirus nelle mucose di un bebè.