Storie d’Abruzzo: il racconto di San Panfilo

L'episodio in seguito al quale il Santo diventò guida spirituale dei sulmonesi.

San Panfilo
Statua del Santo. Complesso della SS Annunziata in Sulmona.


Il Meridione è da sempre luogo che fa da sfondo a numerose leggende.

Tra le tante regioni, una dove sono molto diffuse è l’Abruzzo, territorio in cui, ancora oggi, si racconta della ninfa Maja, delle streghe di Castel del Monte e di San Martino, protettore del vino.

A Sulmona è conosciuta la vicenda relativa al miracolo che ha per protagonista il Santo Patrono, ovvero San Panfilo. Costui fu ripudiato dal padre, pagano, perché si era convertito al cristianesimo. Addirittura, il genitore cercò di ammazzarlo. Costrinse il figlio a salire su un carro e a scendere dal vicino borgo di Pacile fino alla valle, dove ancora oggi scorre il fiume Gizio.

L’idea avrebbe comportato la morte del giovane perché quello di cui si parla è un tratto molto impervio. A salvare Panfilo da una rovinosa caduta furono degli angeli, comparsi in suo soccorso. Infatti, i messaggeri divini lo condussero sano e salvo nella vallata. Increduli, gli abitanti del posto lo nominarono a capo della diocesi locale. A testimonianza di quanto accaduto, nel tratto di montagna, sarebbero visibili le tracce lasciate dal carro.

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